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Arezzo, Guasconi (Camera di Commercio) indagato e autosospeso: cos'è l'inchiesta di Siena su riciclaggio e corruzione. "Estraneo alle accuse"

Guasconi (Camera di Commercio)

Claudio Coli
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Le mani su Siena con i milioni provenienti dal petrolio russo investiti in Piazza del Campo, tra corruzione e riciclaggio internazionale. Un’inchiesta scuote dalle fondamenta la città di Siena e rimbalza su Arezzo: tra gli indagati Massimo Guasconi, presidente della Camera di Commercio di Siena e Arezzo, presidente di Unioncamere Toscana.

Autoriciclaggio, reati tributari, societari, di corruzione e contro il patrimonio, oltre che numerosi episodi di appropriazione indebita. Sono alcune delle ipotesi di reato che il pm Siro De Flammineis e la Guardia di Finanza guidata dal colonnello Antonio Marra, hanno avanzato nell'ambito della vasta operazione "Hidden Partner" scattata ieri mattina tra perquisizioni e sequestri, per circa 14 milioni di euro (sequestrati beni e liquidi per 370mila euro).

Iniziata ad ottobre 2018, l'indagine avrebbe “smascherato” l'intreccio dei diversificati investimenti, mirati, per gli investigatori, al riciclaggio internazionale, fatti nel tempo tra Siena, Firenze e Milano dal magnate kazako Igor Bidilo, impegnato nel campo della ristorazione, dei bar e del settore immobiliare ma non solo. Sotto la lente degli inquirenti è finita la società Sielna Spa di proprietà proprio di Bidilo, che gestisce alcuni noti bar e attività ristorative nella città del Palio, oltre che, a Firenze, il Caffè Scudieri e la caffetteria di Palazzo Pitti.

Anche lo storico Caffè dei Costanti di Arezzo in passato fu nel mirino.

Sielna, secondo le accuse, attraverso fondi custoditi in paradisi fiscali, avrebbe evaso oltre 50 milioni di euro nel 2014 e 2015. Tutto è partito dall'analisi di una prima linea di finanziamento a Sielna da 11 milioni, veicolata attraverso conti stranieri e reputata “anomala”: sono scattate indagini per risalire alle origini dei fondi investiti, con rogatorie internazionali, dalla Svizzera alle Isole Vergini Britanniche, che hanno permesso di ricostruire la complessa tela. Sono 12 i soggetti finiti nel registro degli indagati, per 5 sono scattate misure cautelari di tipo coercitivo e interdittivo (gli inquirenti avevano chiesto gli arresti domiciliari, respinti dai gip Alessandro Buccino Grimaldi e Ilaria Cornetti).

Solo indagato Bidilo, cui sono stati sequestrati beni mobili e immobili tra cui diversi appartamenti a Siena, un ex convento a Firenze ed un attico vicino a Piazza di Spagna a Roma. Tra i destinatari delle misure cautelari nomi noti, imprenditori e figure con alte cariche pubbliche. A partire da Vincenzo Del Regno (per lui divieto di dimora a Siena), già segretario comunale a Genova, Siena, Prato, Firenze, poi dal 2017 alla metà del 2019 membro della deputazione generale della Fondazione Mps, quindi giudice della sezione regionale della Corte dei Conti della Toscana.

Per i magistrati, avrebbe agevolato l'acquisto dello storico caffè letterario Giubbe Rosse tramite i suoi contatti al Comune di Firenze per poi compiere con la stessa Sielna operazioni commerciali private. Poi Massimo Guasconi, destinatario di una misura cautelare con sospensione di 6 mesi dai pubblici uffici: per le ipotesi accusatorie, avrebbe cercato investitori per sostenere l'attività di Sielna Spa in cambio dell'acquisto da parte della stessa di una sua proprietà in Val d'Orcia con contratto preliminare di vendita di circa 400mila euro. Sospensione dell'esercizio di attività imprenditoriale per Cataldo Staffieri e Maxim Constantin Catalin, rispettivamente direttore e ceo di Sielna, e sospensione due mesi dai pubblici uffici per un agente di polizia municipale a Siena, coinvolto in un presunto episodio di corruzione. Infagati Andrea Bellandi, imprenditore senese dirigente dell'Acn Siena, e Salvatore Caiata, deputato di Fratelli d'Italia, patron del Potenza Calcio.
 

GUASCONI AUTOSOSPESO
Autosospensione dalla carica di presidente della Camera di commercio, pur dichiarandosi completamente estraneo alle fattispecie contestate. E’ la posizione assunta da Massimo Guasconi. Per lui l'ipotesi di reato è legata a un episodio di presunta corruzione con due dirigenti della holding Sielna Spa, anch'essi sotto indagine. “Il nostro assistito – fanno sapere i suoi difensori, Enrico e Lorenzo De Martino - afferma la propria totale estraneità rispetto all'ipotesi delittuosa prospettata e a tale riguardo contesta con fermezza ogni ipotesi di matrice corruttiva a suo carico, avendo egli sempre agito, in qualità di presidente della Camera di Commercio, nell’esclusivo interesse delle società del territorio, tutte in modo indistinto”.

A difenderlo la Camera di Commercio, che attende chiarimenti sill’inchiesta, “dalla quale non emergono ipotesi di atti contrari ai doveri d’ufficio”, si legge in un comunicato ufficiale. In attesa di chiarire la sua posizione, Guasconi ha deciso di autosospendersi, “nell'ottica di assoluta trasparenza nonchè giusta serenità nei confronti dell'Ente – tengono a sottolineare ancora gli avvocati De Martino - in attesa di prendere visione del fascicolo delle indagini, così da poter sin da subito valutare le prime attività difensive”. A norma di Statuto, sarà la vice presidente vicario Anna Maria Nocentini Lapini a prendere il posto di Guasconi. “Evidenziando la totale estraneità della Camera di Commercio alle vicende – rimarc la nota - la Giunta camerale conferma continuità operativa e massimo sostegno a ogni esigenza del sistema imprenditoriale aretino e senese”.