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Arezzo, due donne morte nell'auto contro cantiere sulla E45: ingegnere dell'impresa assolto dopo cinque anni

Luca Serafini
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L’auto si schiantò sulla punta del guard rail di cemento e due donne morirono sul colpo nel terribile impatto: Maria Pigliapoco, 77 anni, e l’amica Maria Grazia Massi, 76, di Città di Castello. Per quella tragedia sulla E45, avvenuta il 25 settembre 2016 all’altezza di Sansepolcro nord, è stato assolto l’ingegnere che era accusato di duplice omicidio colposo.

In quel tratto della superstrada c’era infatti un cantiere di lavoro con restringimento della carreggiata e il professionista, T.S., 49 anni, nella sua qualità di direttore tecnico dell’impresa esecutrice dell’opera, secondo la procura di Arezzo non aveva curato a dovere gli aspetti relativi alla sicurezza. Il pubblico ministero Angela Masiello attribuiva l’esito tragico dell’incidente al mancato posizionamento di uno “scivolo” nel guard rail centrale dove finì la Citroen BX guidata da Natale Colombo, all’epoca 85 anni, molto conosciuto a Città di Castello per aver gestito due bar. Se ci fosse stato quello scivolo, lo sperone della barriera centrale del new jersey non si sarebbe infilzato nell’abitacolo dell’auto dove le donne morirono e l’uomo rimase ferito. Il magistrato contestava al direttore tecnico dell’azienda edile un deficit complessivo nella segnaletica e nell’allestimento del cantiere.

Nel processo celebrato davanti al giudice monocratico Michele Nisticò, al termine della requisitoria la richiesta di condanna indicava una pena di un anno e otto mesi di reclusione. Ma l’avvocato Roberto Alboni, difensore dell’ingegnere, ha sostenuto l’estraneità del professionista rispetto alle accuse. La difesa ha dimostrato che la ditta pugliese agiva per conto di Anas in base a un progetto redatto dal committente e che prevedeva né più né meno le caratteristiche con cui il cantiere era stato allestito. In base al reale ruolo dell’imputato, insomma, non gli si può addebitare l’incidente.

Quel pomeriggio per chi come Colombo proveniva da Pieve Santo Stefano - dove i tre erano stati per una visita al cimitero - tra Madonnuccia e Sansepolcro la carreggiata sud si restringeva sulla corsia di sinistra, quindi il percorso descriveva una “chicane” per immettere il traffico sulla carreggiata nord, a quel punto con circolazione a doppio senso. L’anziano automobilista giunto all’altezza della deviazione andò dritto ad impattare frontalmente sul guard rail centrale e gli effetti furono devastanti.. L’uomo ha poi patteggiato e l’assicurazione ha provveduto ai risarcimenti per le vittime. Parallelamente, dopo i rilievi di legge, si era aperto il procedimento che ipotizzava l’omicidio colposo per le condizioni del cantiere. L’individuazione da parte del pm del presunto responsabile è caduta sul direttore tecnico della ditta pugliese.

Ma dopo aver sviscerato il caso, esaminato perizie, sentito pm, parte civile e difesa, il giudice ha assolto. “Non ha commesso il fatto”. Le motivazioni spiegheranno se il bersaglio dell’inchiesta era errato o se il cantiere era a regola d’arte.