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Andrea Scanzi si vaccina, dopo il fascicolo della Procura parlano Asl e il suo medico: "Iter regolare"

Francesca Muzzi
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Andrea Scanzi si vaccina da “panchinaro”, esplode la polemica e il caso arriva in Procura. E’ stato infatti aperto un fascicolo, modello 45 cioè senza indagati né reato, su segnalazione dei carabinieri di Arezzo che hanno inviato il materiale relativo alla vicenda scoppiata venerdì scorso. Scanzi, giornalista de “Il Fatto Quotidiano”, re dei social, scrittore e volto della tv, dopo avere ricevuto la prima dose di AstraZeneca “che non era esattamente un ‘boccone da ghiotti’” (parole di Scanzi), presso il centro vaccinale di Arezzo Fiere, spiega in un post: “Nel pieno rispetto delle regole, mi sono messo garbatamente nella lista dei disponibili al vaccino a fine giornata per non buttare via nessuna dose altrimenti gettata via. Categoria ‘caregiver’ familiare, essendo figlio unico e avendo entrambi i genitori ‘fragili’”.

Ma la notizia scatena il putiferio, tra social, trasmissioni tv e stampa anche perché solo il giorno dopo la Asl Toscana Sud Est, ufficializza le “panchine” per AstraZeneca. E quindi come ha fatto il giornalista aretino 46enne ad avere la sua dose? E’ sempre lui a spiegarlo in un altro post di sabato 20 marzo: “Tutto regolare, tutto alla luce del sole. Ho detto al mio medico di base: ‘Se avanza una dose a fine giornata, non la vuole nessuno e la buttate via, io ci sono. Nel rispetto della legge e senza scavalcare nessuno (ci mancherebbe!). Sono stato così inserito nella lista dei panchinari, avendo due genitori ‘fragili’. Una lista che a dire il vero esisteva anche prima dell’ordinanza di Figliuolo, ma che era meramente verbale. Per meglio dire, tu lo dicevi al tuo medico di base che, se ti reputava idoneo, segnalava il tuo nome al responsabile del piano vaccinale”. Un iter che lo stesso Scanzi ha messo in moto verso la fine di febbraio, come conferma il suo medico di base: “Andrea mi contattò per spiegarmi la situazione di salute dei suoi genitori e per chiedermi se esistevano delle liste per accedere al vaccino qualora una fiala fosse andata sprecata”. “Così, non potendo dargli risposte ufficiali, lo misi in contatto con il centro vaccinale della Asl. Il resto lo conoscete, mi auguro solo che quello che ha fatto Andrea possa essere da esempio per altre persone”, conclude il medico.

La richiesta arriva dunque alla Asl “dove già c’erano delle liste interne nel caso di rinunce”, spiega la responsabile della campagna di vaccinazione di massa Asl Toscana Sud Est, Anna Beltrano. “Ognuno di noi conosce i propri pazienti e le loro condizioni di salute e quindi esistono liste che vengono attivate nel momento in cui c’è la rinuncia di qualche prenotazione”. Il dottore Evaristo Giglio è il direttore della Zona Aretina, Casentino e Valtiberina: “Scanzi che non conosco personalmente - spiega al Corriere di Arezzo, domenica a L’Arena su La7 e a Corriere.it - era stato segnalato dal suo medico di famiglia, perché figlio unico di genitori fragili”. “Le liste? - risponde Giglio - Come Asl ci siamo attrezzati con delle liste cartacee e non verbali, perché mancava la prenotazione on line che adesso c’è. Scanzi era stato inserito in queste liste un mese fa ed è stato chiamato venerdì. Se non avesse accettato la dose andava dispersa”. Ma c’è anche chi nello specifico Elisa Montemagni ed Marco Casucci, Consiglieri regionali della Lega, sulla vicenda, vogliono vederci chiaro: “Tramite un’apposita interrogazione, vorremmo sapere quali siano le metodologie adottate riguardo alla macchina organizzativa vaccinale in Toscana. Vogliamo informazioni per sgombrare ogni dubbio riguardo alla vicenda; è un caso isolato, da chiarire, oppure vi sono state altre situazioni similari? Questi fantomatici elenchi ufficiosi sono una consuetudine a livello regionale, oppure tale pratica è stata utilizzata solo ad Arezzo?”.