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Arezzo, l'imprenditore Andrea Moretti assolto dall'accusa di bancarotta sulla vicenda Confitalia - Burani

Andrea Moretti

Luca Serafini
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Assolto. Andrea Moretti esce indenne dal processo sul crac di Confezioni Italia, società della famiglia inabissata sotto i debiti nel febbraio 2013 e che controllava al cento per cento Modi & Moda srl, celebre catena di negozi dell'abbigliamento. Moretti junior era accusato di bancarotta. Nel processo concluso ieri, difeso dall’avvocato Niki Rappuoli, il figlio del patron Antonio ha provato la sua estraneità ai fatti contestati.

Secondo la procura alcuni milioni del patrimonio sarebbero stati distratti a discapito dei creditori, in primis l'erario. Andrea (amministratore e consigliere) era imputato per l'utilizzo di 2.842.500 euro ottenuti dalla società fallita mediante un prestito obbligazionario del 2010, per destinarli esclusivamente alle banche nonostante i richiami del collegio sindacale che indicava come priorità i debiti tributari e previdenziali (“il fatto non costituisce reato”).

Altro capo di imputazione si appuntava sulla cessione da parte di Confitalia della partecipata Modi e Moda srl alla Fashion Network spa di Milano, che faceva capo a Mariella Burani, fallita nel 2011 (“il fatto non sussiste”). Controvalore della vendita fu 10.866.498 euro. Tale cifra, per la procura, sarebbe stata percepita come corrispettivo sotto due voci: 4.128.958 euro per la quota di partecipazione in Fashion Network, svalutata però per 2 milioni; gli altri 6.737.540 euro come valorizzazione di spazi pubblicitari già in possesso della Fashion Network poi svalutati nel 2010. Un business “imprudente”, a danno di Confitalia con la “consumazione di una notevole parte del patrimonio societario”. Accusa svanita.

A maggio potrebbe prendere consistenza il patteggiamento di Andrea (e del patron del vino Antonio) per il presunto autoriciclaggio per 25 milioni che portò i due (e i collaboratori) ai domiciliari con sequestri di patrimonio. Si sta perfezionando un accordo economico con l’Erario.