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Arezzo, tre persone a bere sedute al tavolino. La Municipale chiude locale a Saione

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Ancora un locale chiuso dalla polizia Municipale per mancato rispetto delle norme anti-Covid. Domenica 28 marzo, nell’ambito dei numerosi controlli in centro indirizzati a verificare l’effettiva chiusura alle 18 delle attività di somministrazione, è toccato a un circolo a Saione finire sotto la stretta degli agenti. Al suo interno, infatti, tre persone si trovavano sedute a un tavolino mentre consumavano bevande. I provvedimenti a carico del gestore sono stati la sanzione amministrativi di 400 euro e la chiusura del locale per cinque giorni.

E da oggi, lunedì 29 marzo, la Toscana torna in zona rossa fino al prossimo 6 di aprile. Per Arezzo e le sue attività commerciali è la terza settimana di fila di chiusura. Una situazione “molto grave e che preoccupa” le associazioni di categoria aretine. “È doveroso chiedere perché ciò accade”, commenta il direttore di Confesercenti Arezzo Mario Checcaglini, “E perché sono sostanzialmente le piccole attività del commercio, la ristorazione, i bar e ora anche estetiste e parrucchiere, a pagare con l'obbligo di chiusura i molti errori delle istituzioni nella conduzione delle misure di prevenzione della pandemia. Continuiamo a sostenere, purtroppo inascoltati, che non sono queste le attività che diffondono il virus. La loro chiusura è la foglia di fico utile alle istituzioni a sostenere che hanno assunto ‘rigide misure di prevenzione’”. 

“Una situazione che perdura e che è grave”, commenta la vicedirettrice di Confcommercio Arezzo Catiuscia Fei, “I negozi sono chiusi per la terza settimana e non mi pare che la situazione sia molto migliorata. È la conferma che non c’entrano niente i negozi chiusi e le scuole chiuse. La Toscana è andata in rosso. È anche vero che il decreto sostegni è insignificante: è una brutta copia dei precedenti decreti. Non ci sono sostegni adeguati. Ci sono pubblici esercizi arrivati allo stremo e come ci sarà un allentamento delle procedure di divieto di licenziamento questi dovranno ridurre il personale. Non si capisce perché solo il terziario chiude e nonostante questo la situazione non mi pare idilliaca per la salute. Non c’entrano le chiusure, per la salute era necessario fare un piano vaccinale veloce. Rimane il fatto che oltre ad una situazione gravissima sanitaria lo è anche per la situazione economica che si trasformerà in problema di tenuta sociale. La situazione è molto grave”.