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Arezzo, una sedia in cima al Monte Lignano ed è sfida di foto: fino alla Croce in bici o a piedi è l'avventura del momento

Luca Serafini
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Se di questi tempi non ti arrampichi fino in cima a Lignano sei fuori tendenza. A parte gli scherzi, la montagna trascurata e dimenticata, si sta prendendo la sua bella rivincita. Tutti là per sentieri. In bici o a piedi. Con smartphone pronto all’uso, ovvio, in modalità foto o video. Fenomeno social del momento ma anche molto concreto, il Monte Lignano: pedalate e passi da mettere in fila uno dietro l’altro.

 

 

 

La ri-scoperta pilotata dal rigutinese Luca Malentacchi - subacqueo passato dagli abissi alle vette - si materializza giorno dopo giorno in avventure documentate e raccontate da frotte di aretini di varia età ed entrambi i sessi. Sfondato il tetto degli 800 iscritti al gruppo facebook, si va ormai verso la cifra che corrisponde all’altezza del monte: 835 metri sul livello del mare. Una comunità di esploratori, agonisti, neofiti, esperti, spericolati, curiosi: tutti attratti dal fascino di Lignano e dei suoi sentieri, riscoperti con cura e dedizione da Malentacchi.

 

 

 

E tutti calamitati su in cima dalla Croce, dove si arriva con la lingua a penzoloni ma si spalancano gli occhi sul mondo sottostante. Luca Malentacchi, il guru di Lignano, ha pure lanciato l’idea di un contest fotografico che sta eccitando pedalatori e scalatori. Come funziona?

 

 

 

Ci si mette a sedere sulla “seggiolaccia” e si scatta la foto ricordo. Più originale è meglio è. Alla fine attraverso il profilo Monte Lignano Bikers, ci saranno le premiazioni. In tre giorni già una cinquantina gli scatti. Per non parlare delle foto (e dei video mozzafiato) che riproducono performance nei vari percorsi: L’Ignaro, Zi’ Pietro, L’Ignorante. Tracce disponibili sulle piattaforme app, come pure l’anello di una trentina di chilometri sul quale i più “corsaioli” possono sfidarsi. Misurando, in solitaria, i rispettivi tempi.

 

 

 

I flussi verso Lignano sono consistenti ma le raccomandazioni al rispetto delle regole anti Covid lanciate da Malentacchi sembrano funzionare. Sabato e domenica i giorni di punta. Opera di dissuasione verso gli addensamenti di gente. Si affacciano al monte riscoperto anche gli amministratori comunali. Primi contatti tra Malentacchi e gli assessori Casi e Scapecchi. Il gruppo si irrobustisce di aderenti qualificati come il Soccorso Alpino, il Cai, la Racchetta. Tutti sensibili verso manutenzione, segnaletica, cura, valorizzazione. Il ristoro di Rigutinelli quando sarà libero dalle restrizioni potrà rappresentare un punto baricentrico.

 

 

 

Stampati adesivi virali con i quali è stata raccolta una somma che servirà ai volontari per sistemare l’area della Croce. In arrivo le magliette del gruppo: con i proventi, l’acquisto di attrezzi per mantenere puliti i sentieri. Il gioco diventa cosa seria. Il divertimento primordiale può cedere il passo a qualcosa di serio: un bike park.

 

 

 

La montagna è viva. Se è moda passeggera o vera riappropriazione di un angolo di territorio che vale oro (come del resto Poti) lo sapremo più avanti. Intanto via, gambe in spalla o a spingere i pedali: la seggiolaccia di Lignano aspetta tutti.