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Arezzo, il presidente Avis: "Addio babbo, i politici non hanno difeso bene gli over 80 dal Covid e i nostri genitori muoiono"

Luca Serafini
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“E’ un momento di grande dolore perché ho perso il mio babbo Luciano: l’ho visto l’ultima volta tre settimane fa in ospedale e me lo hanno restituito dentro un sacco. Ma è anche un momento di rabbia perché la politica - chi ci guida in alto - non ha saputo tutelare i nostri anziani con una vaccinazione tempestiva e ben organizzata”.

Gabriele Giommetti piange per la morte di Covid dell’anziano genitore. Giommetti è il presidente dell’Avis di Castiglion Fiorentino, uno con le maniche sempre rimboccate per il volontariato e per la salute di tutti: opera nel fronte, nobile e prezioso, della donazione di sangue. Babbo Luciano è uno dei 34 morti aretini di questo marzo maledetto dove gli over 80 che dovevano essere protetti subito e a tappeto, cadono invece con troppa frequenza prima di essere immunizzati.

“E’ iniziato tutto con la frattura della tibia lo scorso 10 febbraio”, racconta Gabriele Giommetti, che oggi al termine della lunga odissea sanitaria accompagnerà il caro babbo, classe 1935, al cimitero. “Dopo l’infortunio il pronto soccorso, i raggi, il gesso, il ritorno a casa, i problemi nell’urinare e un nuovo accesso al pronto soccorso dove però ci dicono che forse ha solo bevuto poco. Quindi il ritorno a casa, l’insufficienza renale, la corsa in ambulanza all’ospedale e il ricovero in terapia intensiva ad Arezzo”. 

Segue, a cavallo tra febbraio e marzo, il trasferimento all’ospedale della Fratta in Medicina. “Era l’inizio di marzo quando proprio in quel reparto è scoppiato un focolaio di Coronavirus tra pazienti e operatori ed è stato chiuso. Mi hanno telefonato per comunicare che tra i positivi c’era il mio babbo. Lo hanno trasferito nel piano dei pazienti Covid - ce ne sono circa settanta - e da allora non l’ho più rivisto”. 

Giommetti riflette a voce alta: “Fosse stato vaccinato prima in quanto ultra ottantenne - dico lui come tanti altri anziani - non sarebbe successo. Purtroppo la campagna di immunizzazione per gli over 80 sappiamo come è stata condotta soprattutto in Toscana. Partenza a rilento fin dall’inizio, a febbraio, e accelerazione che stenta ancora a dare gli effetti sperati”. Fascia anziana della popolazione in balìa del Coronavirus.

Sono ultra ottantenni la grandissima maggioranza dei 351 deceduti aretini da inizio pandemia. Ora a Gabriele Giommetti si affollano in mente i pensieri, mentre in tanti gli esprimono vicinanza e condoglianze. Accanto ai ricordi di babbo Luciano, che di lavoro è stato fattore in una azienda agricola, c’è il disappunto per una organizzazione che doveva funzionare meglio. Più rapida e diffusa nel territorio. “Lotterò nel nome del mio babbo perché le cose funzionino meglio, così non può proprio andare avanti, con certe categorie che sono passate avanti ai nostri anziani che invece dovevano avere la precedenza assoluta”. 
Luciano Giommetti era conosciuto a Castiglion Fiorentino. Originario della Pieve di Chio (oggi alle 15.30 il funerale), abitava in paese con il figlio unico. Autosufficiente.

Il virus lo ha aggredito e se lo è portato via. La sfida persa con il Covid lascia tanta amarezza in Gabriele che sul profilo facebook ha scritto: “Caro babbo, questa volta non ce l’hai fatta, tu sei stato un lavoratore ed una persona per bene e sicuramente hai lottato come sempre anche in questo momento in cui purtroppo sei rimasto da solo. Sono arrabbiato con la classe politica italiana (e non con il personale sanitario, anzi loro tutti i giorni ci mettono la faccia e lavorano in condizioni precarie) che dopo un anno non è riuscita a risolvere niente, anzi siamo peggiorati e ancora non sappiamo bene come uscirne. Intanto i nostri genitori muoiono. Ciao Babbo Luciano, sarai sempre nel mio cuore”.