Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, vaccino ad Andrea Scanzi: l'indagine interna della Asl inviata alla procura

Marco Antonucci
  • a
  • a
  • a

Le conclusioni dell’indagine interna disposta dalla Asl Toscana Sud Est sulla somministrazione del vaccino AstraZeneca al giornalista e scrittore aretino Andrea Scanzi sono state inviate ieri dal direttore generale della Asl Toscana Sud Est, Antonio D’Urso, alla Procura di Arezzo

Gli atti, con ogni probabilità, saranno ricevuti formalmente oggi negli uffici al terzo piano dell’ex Garbasso dove, dallo scorso 22 marzo, il procuratore capo Roberto Rossi ha aperto un fascicolo modello 45, ovvero senza indagati e senza ipotesi di reato, su segnalazione dei carabinieri. Gli ultimi passaggi di questa verifica interna voluta dai vertici Asl avrebbero riguardato, in particolare, il ruolo di Scanzi come caregiver dei genitori, e in particolare della madre. Una vicenda, quella della vaccinazione del giornalista e scrittore, che da giorni è finita sotto i riflettori dei media, al centro di polemiche rimbalzate tra giornali, post su facebook e trasmissioni televisive. 

 

 

 

“Mica ha ammazzato nessuno” le parole di Vittorio Feltri raccolte dall’Adnkronos in merito alla decisione della Rai di sospendere la presenza di Scanzi nella trasmissione Rai Cartabianca. “Ha fatto un vaccino e ha fatto bene almeno è riuscito a vaccinarsi, sarebbero passati mesi e chissà quando lo avrebbe fatto. A me è anche antipatico ma non possiamo difendere solo chi ci sta simpatico”. Sempre secondo quanto riferisce l’Adnkronos, apprendendolo da ambienti de La 7, non c’è alcun contratto da sospendere tra il giornalista e la rete televisiva.

Di quel vaccino ricevuto come “riserva” è stato lo stesso Scanzi il primo a parlarne sul proprio profilo facebook. “Nel pieno rispetto delle regole, mi sono messo nella lista dei disponibili al vaccino a fine giornata per non buttare via nessuna dose altrimenti gettata via. Categoria ‘caregiver’ familiare, essendo figlio unico e avendo entrambi i genitori ‘fragili’”. 
Con queste parole, affidate ad un post, Andrea Scanzi aveva raccontato la sua vaccinazione avvenuta nel pomeriggio del 19 marzo all’hub vaccinale del Centro Affari di Arezzo. 

 

 

 

Da quel giorno è stato un susseguirsi di prese di posizione. Evaristo Giglio, direttore della Zona Aretina, Casentino e Valtiberina della Asl, aveva spiegato: “Scanzi era stato segnalato dal suo medico di famiglia, perché figlio unico di genitori fragili”. E riguardo ai cosiddetti “panchinari: “Le liste? Come Asl ci siamo attrezzati con delle liste cartacee e non verbali, perché mancava la prenotazione on line che adesso c’è. Scanzi era stato inserito in queste liste un mese fa ed è stato chiamato venerdì (19 marzo, ndr). Se non avesse accettato la dose sarebbe andata dispersa”.

Domenica scorsa, nel programma di Massimo Giletti “Non è L’Arena” in onda su La 7, è stato il direttore generale della Asl Antonio D’Urso a ricordare quell’indagine interna “che è stata avviata e che ancora non si è conclusa. Stiamo aspettando l’esito delle verifiche effettuate sulla posizione di Scanzi che ha usufruito della vaccinazione con AstraZeneca”. Ora quell’istruttoria interna si è conclusa e il dg ha inviato le conclusioni alla Procura, risultanze che sicuramente confluiranno in quel fascicolo che, al momento, non è stato ancora formalmente affidato ad un magistrato.