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Arezzo, ristoratore batte la crisi, assume dieci persone e inaugura il nuovo locale

Francesca Muzzi
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E’ tutto pronto. Come lo era anche a febbraio 2020. Da allora è passato un anno e anche se la situazione non è migliorata, anzi, Paolo Renzi, titolare insieme a Marco e Stefano e a Fulvia Sabbioni del Garden Hotel che si trova all’uscita dell’autostrada, ha deciso di dare uno schiaffo alla crisi e di inaugurare il nuovo ristorante. Si chiamerà Osteria Moderna e prenderà vita da giovedì prossimo 8 aprile. “Per il momento faremo l’asporto, come tutti - dice Paolo emozionato per questa nuova avventura - poi appena potremo aspetteremo gli aretini e i turisti”. E anche il sindaco Ghinelli. “Il nostro ristorante, come l’hotel, sono un po’ il biglietto da visita della città, visto che si trovano proprio all’imbocco dell’autostrada e ci farebbe piacere che il nostro sindaco ci venisse a trovare, quando sarà possibile”.

Ma intanto si danno gli ultimi ritocchi. “Certo, il timore c’è. Mica siamo degli sprovveduti, però se restiamo fermi a piangerci addosso non risolveremo niente. Il nostro sogno era già pronto a febbraio 2020, poi la pandemia ci ha fermati, ma adesso non è più il momento di stare con le mani in mano, ma di agire”. In queste settimane che hanno preceduto l’apertura, hanno anche allargato il proprio staff. “Abbiamo assunto circa dieci persone. In tanti si sono presentati per fare il colloquio. E alla fine pensiamo di avere scelto il migliore staff”. Anche il nome del ristorante “Osteria Moderna”, è un mix beneaugurante tra passato e futuro. “Volevamo mantenere la tradizione dei nostri piatti, ma nello stesso tempo dare un po’ di modernità. Altrimenti non varieremo mai l’offerta dai nostri altri colleghi ristoratori”. In questi mesi, il Garden Hotel, come tutti gli altri alberghi, è rimasto aperto.

“Quasi un controsenso, perché noi siamo potuti rimanere aperti, quando la gente non poteva e non può viaggiare”, dice Paolo. Ma nonostante abbiano toccato con le proprie mani quello che significa la crisi per il Covid, loro non si sono arresi e in questo anno, hanno pensato a come aprire e a come farlo. “Il locale si trova proprio di fronte all’hotel - dice Paolo - per ora andiamo di asporto e poi torneremo a servire i nostri clienti, perché questa pandemia dovrà finire prima o poi”. Lavoro e ottimismo che sono dono di famiglia. Il capo stipite della famiglia è Fabio Sabbioni, 94 anni, che continua a fare il meccanico nella sua officina di Pratacci. Anche in questo periodo di Covid non è mai mancato un giorno ed è stato anche lui a dare la spinta alla sua famiglia: “Fabio ha sempre lavorato, continua anche a guidare il carroattrezzi e da poco gli hanno pure rinnovato la patente - racconta Paolo - Se non perde l’ottimismo lui, non lo faremo nemmeno noi. Giovedì ci sarà il taglio del nastro del nostro nuovo ristorante. Perché giovedì? Perché né di Venere e né di Marte”. E qua il Covid non c’entra proprio.