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Arezzo, cala il sipario su Ubi: ultima settimana poi le banche passano a Intesa. Così il nuovo scenario

Luca Serafini
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Cala il sipario su Ubi. Da lunedì 12 aprile le ultime quindici banche rimaste con l’insegna dell’istituto di Bergamo passeranno a Banca Intesa. Lo scorso 22 febbraio il cambio aveva riguardato 18 filiali ex Banca Etruria passate a Bper. Si completa ora la migrazione degli sportelli di Ubi in seguito al successo dell’Opas del gruppo Intesa Sanpaolo conclusa nel 2020. Era il 2017 quando iniziò in terra d’Arezzo l’era Ubi dopo le vicende collegate alla risoluzione di Bpel.

Adesso la nuova trasformazione della rete del credito sul territorio aretino ridisegna la mappa delle banche. Già presente con una trentina di agenzie, Intesa ha previsto degli accorpamenti: tra una settimana ad Arezzo città, l’agenzia di Saione chiuderà per confluire in quella di via Roma, sotto i Portici; Pescaiola si accorpa con la Maestà di Giannino; passano a Intesa Via Monte Falco, Via Trento e Trieste e Olmo. Chiusura, invece, per il mini sportello di Rigutino. In provincia accorpamenti tra le agenzie Ubi e quelle di Intesa esistenti, per evitare doppioni: a Camucia, a Castiglion Fiorentino e a Monte San Savino. Stesso modello a Montevarchi e San Giovanni Valdarno.

Passano a Intesa, poi, le agenzie di Foiano della Chiana e Marciano; migrazione per gli sportelli di Capolona nel basso Casentino, e a Badia Tedalda. Il centro direzionale di via Calamandrei vedrà confermata la presenza dei suoi uffici, anche se la sede della macroarea Toscana - Umbria, ha il suo mega quartier generale a Novoli, con direttore Luca Severini. Un centinaio i dipendenti delle filiali coinvolti nell’operazione e migliaia gli aretini clienti della banca. Quelli passati a Bper erano circa 35 mila, altrettanti vanno con Intesa. Il passaggio per loro sarà automatico, preparato dagli istituti di credito in modo da rendere tutto scorrevole. C’è stato più tempo per organizzare la migrazione rispetto a quanto avvenuto per Bper. In questa stagione di profonde trasformazioni è positiva la valutazione del sindacato Fabi. “Grazie all’impegno e alla professionalità dei dipendenti, tutto sta procedendo in modo lineare senza ripercussioni negative sulla clientela e sul territorio”, dice Fabio Faltoni, segretario provinciale Fabi. 

“Occorre riconoscere anche l’ottimo lavoro svolto da Ubi durante questi anni di operatività in provincia di Arezzo: anche in virtù della sua anima di banca popolare, Ubi ha proseguito sul solco di Banca Etruria assicurando servizi e supporto al territorio e alle sue espressioni imprenditoriali caratteristiche a partire dal settore dell’oro”. Faltoni aggiunge: “Ubi era entrata subito in buona sintonia con le sensibilità della società aretina, non ha operato chiusure e tutto il personale preso in carico è stato valorizzato”. Sul futuro di Casa Bruschi: “Mi auspico che Intesa abbia la stessa attenzione che ha avuto Ubi che l’ha valorizzata mantenendo negli organi amministrativi persone ex Etruria”.

Una stagione, quella di Ubi, che ha visto nei ruoli apicali Cristian Fumagalli (macro area Lazio Umbria Toscana) e Luca Scassellati (direttore territoriale). Ora si gira pagina. Erano 650 i dipendenti di Ubi Banca, 350 nel centro direzionale di via Calamandrei, cento dei quali in Ubiss, centro servizi informatici, e il resto nelle 36 filiali della provincia poi ripartite tra Intesa e Bper. Quando il passaggio sarà compiuto, la classifica degli istituti di credito sul territorio, per consistenza, vedrà primeggiare Intesa, quindi Mps, Bper e Unicredit.