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Arezzo, il sindaco Ghinelli: "Aretini non mollate, zona rossa ma qui dati migliori. Aiuti dal Comune per famiglie e imprese"

Luca Serafini
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Sindaco Ghinelli, è stata una Pasqua di passione. Il Covid colpisce senza tregua e uccide. La Toscana resta in zona rossa per altre due settimane.

“E’ una guerra, come l’ha definita l’arcivescovo Riccardo Fontana. La stiamo combattendo con coraggio e speranza, per la nostra parte. Ricostruiremo. Con aiuti mirati.”

Intanto è caduto per il virus anche un suo grande amico e sostenitore.

“Domenico Martini, una grave perdita per la città. Sono addolorato. Una vita nel mondo del credito, impegnato con il Lions Club Chimera, nel sociale col Thevenin, prezioso collaboratore e candidato in Ora Ghinelli. Una persona d’altri tempi, che aveva deciso di spendersi a mio favore”.

Aveva solo 71 anni. Di Covid non muoiono solo ottantenni e novantenni.

“E’ proprio così. Lo abbiamo visto anche quando è venuto a mancare Luigi Spiganti, farmacista e ristoratore, altro aretino straordinario. E’ per questo che i sacrifici vanno fatti con piena consapevolezza. Gli aretini dico la verità rispondono bene, anche se dopo un anno c’è stanchezza. Il problema è che se non si vaccina la popolazione, si rischia di far morire la gente. Anche quelli che appaiono sani e sui quali invece il virus può creare effetti abnormi: finiscono in ospedale, vengono curati come meglio si può ma non ce la fanno. La situazione dei contagi in città e in provincia sta comunque mostrando segnali di miglioramento e siamo sotto il parametro dei 250 casi settimanali per 100 mila abitanti”.

Ma fino al 21 aprile la Toscana è zona rossa.

“Già, la regione nel suo complesso non va molto bene. Il fatto è che si uniscono tre componenti negative e cioè i focolai che producono contagi, le terapie intensive piene e la vaccinazione che ancora non va come dovrebbe. Certe scelte potevano essere diverse. Però invito gli aretini a non mollare”. 

Il 28 marzo lei, proprio sul Corriere, ha annunciato una prossima manovra economica di sostegno alla città. A che punto è?

“A buon punto, ci stiamo lavorando per perfezionarla. Sarà pronta fra un mese o anche prima. Ma non posso che anticipare la filosofia di fondo. Milioni di risorse (dopo gli 11 di primavera 2020) per famiglie, imprese, operatori, erogati non a pioggia ma secondo precisi ed equi principi di proporzionalità rispetto alle sofferenze legate all’emergenza. Sarà una ‘Arezzo non molla e riparte 2’.”

Sulle vaccinazioni che aiuto potete dare?

“Mettere a disposizione gli spazi qualora fossero necessari per una presenza più capillare sul territorio. Noi ci siamo. Inutile dire che è essenziale che ci siano le dosi in quantità per immunizzare in fretta la popolazione. Siamo ancora indietro”.

Difficile in questa fase amministrare rivolti al futuro di Arezzo?

“Siamo concentrati sulla guerra al Covid ma con un occhio aperto sul futuro per la creazione di sviluppo e benessere”.

Cosa legge negli occhi degli aretini?

“Colgo disagio soprattutto da parte di commercianti e ristoratori: sono vicino a loro e li esorto a stringere i denti”.

Il 20 di questo mese c’è la famosa udienza preliminare del processo Coingas che la vede coinvolto. 

“No comment. Dico solo una cosa: facciano in fretta, è uno stillicidio. Io non sono per rimandare ma per affrontare le cose”. 

La nuova giunta si è rodata? Funziona?

“Al mille per mille. Siamo tutti sul pezzo. C’è un entusiasmo diverso rispetto a quando sei a fine mandato amministrativo, senza nulla togliere ai precedenti amministratori. Gli assessori mi supportano e lavorano sodo”.

Rapporti col direttore generale Asl D’Urso?

“Non ottimi ma collaborativi ed è ciò che conta”.

E con l’opposizione? 

“Non ci pizzichiamo da un po’. Come sempre sono pronto ad ascoltare le loro idee. La mia porta è aperta. Ovviamente la porta informatica: con la pandemia ho ridotto al minimo gli incontri in presenza”.