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Arezzo, impiegati morti all'Archivio di Stato: udienza verità per i tredici imputati. Aula del tribunale di nuovo agibile dopo fuga di fumo

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Luca Serafini
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L’aula del tribunale minacciata venerdì scorso dal fumo sprigionato dalla caldaia difettosa (malore a un addetto, momenti di paura e verifiche) dovrebbe essere abile e arruolata per l’udienza preliminare di questa mattina sulla vicenda, tragica e assurda, dei due impiegati asfissiati dal gas argon all’Archivio di Stato. Piero Bruni e Filippo Bagni morirono il 20 settembre 2018 per una catena incredibile di situazioni esaminate dal pm Laura Taddei e che hanno portato davanti al gup Claudio Lara tredici persone accusate a vario titolo per duplice omicidio colposo. Spetta proprio al gup Lara, oggi, tirare le fila dell’udienza e stabilire se e chi deve andare a processo. Nessuno ha presentato domanda di riti alternativi. Una vicenda articolata e complessa nella quale tutti gli imputati, tramite i rispettivi difensori, hanno cercato di sfilarsi rinviando le responsabilità in altre direzioni. Dai direttori dell’ufficio agli addetti alla manutenzione, dai progettisti agli installatori dell’impianto che doveva spegnere eventuali incendi e invece uccise due persone, dagli addetti alla formazione sui rischi interni ai professionisti incaricati di autorizzare i dispositivi: tutta una serie diversificata di posizioni, sulle quali il giudice dovrà adesso esprimersi. L’impianto anti incendio quella mattina era scattato a vuoto per colpa, pare, di un vetrino non originale. Un pasticcio frutto di un lavoro approssimativo, secondo la perizia. Poi è spuntata fuori una valvola montata al contrario e l’assenza di uno sfiato esterno nel piccolo locale che ospitava le bombole di argon: il gas del quale nessuno conoscesse la reale pericolosità. Inodore, micidiale, l’argon elimina l’ossigeno e per questo viene usato per spegnere le fiamme. Ma lì il fuoco non c’era: c’erano due impiegati scesi per le scale a controllare perché fosse scattato l’allarme. Crollarono a terra sul colpo. Le famiglie sono parte civile nel processo con gli avvocati Luca Fanfani, Piero Melani Graverini, Riccardo Gilardoni, Walter Renzetti. Chiedono verità e giustizia. Il direttore dell’Archivio di Stato, Claudio Saviotti e la collega che lo aveva preceduto in passato, Antonella D’Agostino, nell’ultima udienza hanno puntato dritto al prosciogimento perché secondo i legali (gli avvocati Roberto e Simone De Fraja) non è corretto qualificarli come datori di lavoro. La palla andrebbe girata al Mibact, il ministero, già escluso dallo scomodo ruolo di responsabile civile. L’udienza si preannuncia molto incerta. Grande attesa per le decisioni del gup Lara. Quanto al luogo dove si terrà pare confermata l’aula Miraglia. Venerdì scorso dalla caldaia era uscito fumo che ha invaso le scale interne che la collegano al piano superiore. Sono intervenuti 118 e vigili del fuoco. Leggero malessere a un dipendente. Impianto messo in sicurezza. Aula transennata ma, a quanto risulta, oggi idonea.