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Da Poppi a Massa per vaccinare il suocero. "400 chilometri a Pasquetta e dobbiamo tornarci per il richiamo"

Francesca Muzzi
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“Siamo partiti alle 13.30 da Poppi e siamo tornati alle 22. Quattrocento chilometri per un vaccino. Incredibile, ma vero”. Lorenzo Caiazzo ha 48 anni ed è casentinese. Il giorno di Pasquetta, in auto con suo suocero di 75 anni, si è fatto duecento chilometri andata e altrettanti al ritorno per una dose di AstraZeneca. Succede anche questo nel caos dei vaccini contro il Covid. “Premetto - racconta Lorenzo - che mio suocero rientra anche tra i soggetti fragili. Ma prenotare un vaccino è quasi impossibile. Bisogna mettere il codice che arriva per telefono, una procedura lunga e che il più delle volte non va a buon fine”. Così Lorenzo ha iniziato a prenotare, sul portale della Regione, il vaccino AstraZeneca. “Incredibile, ma la procedura è più veloce rispetto a quella riservata ai soggetti più fragili che, secondo me, avrebbero la priorità”. Comunque Lorenzo riesce ad accedere e a prenotare, se non che “ad Arezzo e in provincia non c’erano più posti. Li abbiamo trovati a Grosseto e a Massa”. Che fare? Aspettare o farsi un viaggio alquanto lungo con una persona anziana? “Abbiamo accettato il posto a Massa, perché, tra l’altro mentre si decideva Grosseto era andato esaurito - dice Lorenzo - Abbiamo avuto paura che la classe d’età, cioè il 1946, alla fine non venisse più vaccinata e quindi che cosa avremmo fatto? Abbiamo detto sì”. Appuntamento nel primo pomeriggio all’hub di Massa il giorno di Pasquetta, lunedì scorso.

“Siamo partiti da Poppi intorno alle 13.30: 194 chilometri insieme a mio suocero che si era messo sul sedile dietro e con la mascherina”. Durante il tragitto, il rischio era anche quello di essere fermati dalla polizia. “Stavo andando fuori provincia anche se per motivi di salute, ma comunque, avrei potuto sempre rischiare”. Lorenzo insieme al suocero sono arrivati a Massa dopo oltre due ore di viaggio. “A quel punto mio suocero è andato dentro l’hub e io l’ho aspettato fuori. Perché non c’è solo la procedura del vaccino, ma anche il dopo, perché il paziente viene tenuto sotto osservazione per almeno un quarto d’ora”.

“Quando l’ho visto uscire siamo risaliti subito in auto e abbiamo ripreso la strada di casa. Siamo arrivati a Poppi intorno alle 22. Un viaggio estenuante - parla ancora Lorenzo - specialmente il ritorno. In macchina con me avevo una persona di 75 anni, appena vaccinata con AstraZeneca. E se si fosse sentito male? Non ci voglio nemmeno pensare. E’ una cosa inaudita andare fino a Massa per un vaccino”. E non finisce qui. Perché tra tre mesi, ci sarà un ulteriore viaggio. “Ci hanno già dato appuntamento per giugno per la seconda dose del vaccino - dice Lorenzo - sinceramente ho provato a chiedere se fosse possibile farla ad Arezzo o in provincia, ma mi hanno risposto di no, che dobbiamo tornare su. E così altri 400 chilometri. E’ incredibile”.