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Morte di Martina Rossi: in Appello l'accusa chiede condanne a 3 anni

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Al processo d’appello bis per la morte di Martina Rossi l’accusa ha chiesto la conferma della sentenza di primo grado, con la condanna a tre anni di Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi per il reato di tentata violenza sessuale di gruppo.  Si è aperto mercoledì 7 aprile a Firenze il nuovo processo, dopo l’annullamento della sentenza di assoluzione di secondo grado da parte della Corte di Cassazione che, nello scorso gennaio, aveva disposto il rinvio ad un nuovo appello.  Una vicenda giudiziaria complessa quella che, in questi anni, ha ricostruito, nelle aule di tribunale, la tragedia di Martina Rossi, la studentessa ligure ventenne che perse la vita nella notte del 3 agosto 2011, precipitando dal sesto piano di un hotel di Palma di Maiorca, la località delle Baleari dove si trovava in vacanza con le amiche. Martina cadde dal balcone della camera 609, quella occupata dai due giovani di Castiglion Fibocchi. Gli investigatori spagnoli avevano archiviato il caso come suicidio. Una ricostruzione contestata dai genitori che si erano battuti per la riapertura delle indagini. Secondo l’accusa che aveva portato al primo processo la giovane cercava di sfuggire ad un tentativo di stupro. Il tribunale di Arezzo, in primo grado, aveva condannato nel dicembre 2018 Alessandro Albertoni, 28 anni, e Luca Vanneschi, 29,  a sei anni di reclusione per tentato stupro e morte in conseguenza di un altro reato. L’intervenuta prescrizione per quest’ultimo reato aveva portato alla riduzione della pena a tre anni. Nel giugno dello scorso anno la Corte d’Appello di Firenze aveva stabilito l’assoluzione per entrambi, “perché il fatto non sussiste”. 
La Cassazione, nei mesi scorsi, ha di fatto riaperto la vicenda giudiziaria, annullando la sentenza di secondo grado e rinviando tutto ad un nuovo giudice d’appello. In aula a Firenze, di fronte al collegio presieduto dal giudice Alessandro Nencini, a latere Paola Masi e Angela Fedelino, erano presenti sia Albertoni che Vanneschi, al fianco dei loro difensori, gli avvocati Tiberio Baroni e Stefano Buricchi.  Dopo la relazione del presidente Nencini che ha aperto l’udienza, ricordando i motivi che hanno riportato il fascicolo in Corte d’Appello, è stata la volta del sostituto procuratore generale Luigi Bocciolini che ha concluso la sua requisitoria chiedendo la condanna a tre anni per il reato di tentato stupro e la prescrizione del reato di morte in conseguenza di altro reato.  Per la parte civile - Bruno Rossi e Franca Murialdo, i genitori di Martina - presente in aula anche l’avvocato Luca Fanfani, sono intervenuti gli avvocati Enrico Marzaduri e Stefano Savi. La prossima udienza è fissata per il 14 aprile: parola alle difese di Vanneschi e Albertoni. Già in calendario un’altra data, quella del 28 aprile. Quel giorno si conoscerà il verdetto dei giudici di secondo grado.