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Arezzo, storie di vaccini che non ci sono. "Aspetto dal 4 marzo", "Mi hanno detto che la mia dose non si è scongelata"

Francesca Muzzi
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Giuseppe ha 55 anni e soffre di una patologia che lo fa rientrare tra le persone fragili. E’ solo che a dispetto della categoria, ci vogliono tanta forza e tanta pazienza per tentare di prenotare il vaccino e poi sentirsi dire, dopo un mese che sarebbe stata la Asl a chiamare. “Ma intanto io sono qui da marzo - racconta Giuseppe - e per il momento nessuno mi ha chiamato. A me come ad altre persone”. L’odissea di Giuseppe per un vaccino, comincia lo scorso 4 di marzo. “Giovedì 4 marzo - racconta - si apre il portale della Regione Toscana per vaccinare i fragili. Dopo molti giorni riesco a prenotarmi. E dopo un’altra settimana mi dicono che la prenotazione è andata bene e che presto mi arriverà un codice”.

Ma la frase che Giuseppe legge: “la prenotazione è andata a buon fine”, è solo l’inizio del percorso alquanto tortuoso. “Il 23 marzo - mi arriva un codice e un link. Il link porta a una pagina per prenotarsi che però risulta sempre bloccata e inaccessibile”. Ma Giuseppe prova a non perdersi d’animo. E passa gran parte delle giornate a tentare e ritentare sul portale della Regione Toscana. “Dopo quattro giorni di tentativi - racconta ancora - cambia la scritta, ora dice ‘vaccini esauriti’ attendere nuovo aggiornamento. Il 3 aprile finalmente riapre il portale e riprovo a prenotarmi ma ora mi dice che il mio codice non è valido”. A questo punto Giuseppe comincia a mandare mail, telefonate sia alla Regione Toscana che alla Asl. 
“Per fortuna riesco a trovare gentilezza e cortesia dall’altra parte e alla fine mi dicono che hanno cambiato le regole in corsa. Il 6 di marzo scopro che chi soffre della mia stessa patologia non si deve più prenotare, ma chiameranno loro, cioè dalla Asl”. E’ l’11 aprile, ma ancora Giuseppe non ha ricevuto nessuna telefonata. “Io sono qui che aspetto. Mi auguro che mi chiamino, ma penso anche e se non lo fanno? Vorrei avere fiducia, ma dopo un mese di tentativi, il cambio delle regole e i silenzi, è davvero difficile”. 

Ma non è solo questo a sorprenderlo.“Mi chiedo - dice ancora Giuseppe - come fanno le persone anziane a districarsi in questo labirinto. Io alla fine sono relativamente giovane e con il computer me la cavo bene, ma una persona che invece è anziana o che ha poca dimestichezza con la tecnologia, come fa a prenotare il vaccino?”. “Resta un mistero - conclude - come la chiamata della Asl che ancora non è arrivata”. Un’altra testimonianza sulla prenotazione dei vaccini, arriva da Alessandro Ruzzi. “Rientro fra i soggetti estremamente vulnerabili per la vaccinazione - racconta - ho vissuto l'esperienza kafkiana della registrazione al portale prenotavaccini, dando indicazione -come richiesto- del mio inquadramento come disabile grave e dei dati dei miei due caregiver come accompagnamento, dati che saranno stati verificati con l'Inps; ricevuto un codice, ho giocato alla lotteria dei pochi posti disponibili a cui è seguito un silenzio angosciante; dopo un 20 giorni ecco nuovi codici per ripetere la procedura senza arrivare a niente. Poi sono stato chiamato telefonicamente per l'appuntamento. Ho chiesto se riguardasse anche chi mi assiste, ma era solo per me, nessun appuntamento per altri”.  “Tre ore prima del vaccino - dice ancora - mi hanno telefonato per dire che la vaccinazione sarebbe probabilmente scivolata ad altra data: mi hanno detto che c'erano problemi nello scongelamento del mio vaccino. Però poteva essere che chiamassero perchè potevo andare lo stesso, ma non è accaduto. Da toscano la burla fa parte della vita. Però mi pare evidente che questa giustificazione fa acqua da tutte le parti. Poi i caregiver, ma non sono in lista e verranno chiamati dopo. Ma un disabile grave con accompagnamento difficilmente si muove da solo ed è altamente probabile che si presenti con chi lo assiste, fare le cose a mezzo non è solo ridicolo, è rischioso. Non vado oltre, ma questa realtà fa a cazzotti con il concetto di tutela di un estremamente vulnerabile”.