Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, così il 3 maggio Valentino Shoes Lab riparte tra aiuto di Prada e pendolarismo a Montelupo. Semilla (8 milioni di danni) vuol ricostruire

Michele Bossini
  • a
  • a
  • a

Il 3 maggio sarà la data della ripresa della produzione per la Valentino Shoes Lab, dopo l’incendio che nella notte fra giovedì 1 e venerdì 2 aprile ha distrutto al 90 per cento lo stabilimento di via Valiani a Levane, per la cui ricostruzione si ipotizza un periodo di almeno sette-otto mesi.

Distrutte anche 38.000 paia di scarpe tra prodotto finito e semilavorato.
Il piano di azione è stato definito per agire nell’immediatezza con una soluzione temporanea che consenta ai dipendenti dell’azienda di calzature di rientrare al lavoro e riattivare la produzione di 1.300 paia di scarpe al giorno. La maison nel frattempo continuerà a gestire la situazione di emergenza in un orizzonte temporale di almeno un anno.

Il lavoro nei prossimi mesi si svolgerà su più stabilimenti, andando ad occupare tutti i circa 160 dipendenti, con le tredici settimane di cassa integrazione ipotizzate subito dopo il rogo, abbattute in maniera consistente.

Sessanta dipendenti lavoreranno nello stabilimento Valentino di Montelupo Fiorentino i cui spazi sono stati riorganizzati, in un turno pomeridiano dalle 16 alle 22 per il Valdarno, con gli spostamenti a carico dell'azienda che metterà a disposizione un bus. I lavoratori in questo sito cambieranno ogni due mesi. Altri sessanta dipendenti lavoreranno a Levane, nello stabilimento messo a disposizione da Prada, un gruppo di lavoratori: 15-20 persone saranno impiegate in uno stabile di proprietà situato poco lontano da quello andato in fumo che era vuoto, i rimanenti saranno collocati nell'edificio degli uffici, risparmiati dalle fiamme. 

“Sono commosso e colpito, dice Jacopo Venturini, CEO della Valentino, dalla solidarietà nata all’interno della nostra azienda, e non solo, a seguito dell’incendio che ha distrutto una delle nostre eccellenze manifatturiere. La velocità con cui abbiamo potuto sviluppare un piano di azione incisivo, prosegue, è un’evidente conseguenza dell’amore che i dipendenti della Valentino nutrono per la nostra azienda. Abbiamo l’ambizione, prosegue, di ritornare a produrre, più o meno con gli stessi ritmi che avevamo prima dell’incendio, già a partire dal mese prossimo. Vorrei anche ringraziare dal profondo del cuore Patrizio Bertelli, amministratore delegato di Prada, che ci ha contattato immediatamente per esprimere la sua solidarietà e per metterci a disposizione un loro stabilimento a poca distanza dal nostro sito.”

Tutto sommato positiva la reazione delle organizzazioni sindacali: “Esprimo grande soddisfazione, commenta Gabriele Innocenti della Filctem Cgil, per la solidarietà da parte di un altro gruppo di rilievo internazionale come Prada e per la disponibilità dei dipendenti dell'azienda Valentino di Montelupo, che hanno modificato l'orario di lavoro per ospitare i colleghi in arrivo da Bucine”. Per David Scherillo, della Femca Cisl il gesto di solidarietà di Prada è stato sicuramente molto importante perché ha permesso a sessanta persone di restare sul territorio. “Tuttavia sarà importante che Valentino torni ad investire qui in Valdarno per il futuro”.

Per quello che riguarda la Lem non si e parlato di cassa integrazione e l’idea sarebbe di smistare i dipendenti fra gli altri stabilimenti del gruppo presenti nella stessa area industriale, in attesa poi di tornare alla base quando possibile. Lunedì potrebbero essere al lavoro anche gli addetti dell’edificio bruciato. Si organizzano turni e in settimana incontro azienda - sindacati.

RICOSTRUZIONE

(lu.se.) Si aggirerebbe sugli otto milioni di euro il danno alle sole strutture dell’immobile che fino al primo aprile scorso ospitava Valentino Shoes Lab in via Valiani. Uno stabilimento di proprietà di Semilla spa, altro calzaturificio valdarnese che produce scarpe e che, parallelamente, ospita la grande griffe, anzi la ospitava fino al rogo disastroso. In seguito all’incendio Semilla ha messo in campo un suo consulente tecnico, l’ingegner Carbè, per seguire passo passo l’evolversi degli accertamenti sull’individuazione delle cause del rogo e sulla sua natura. Se accidentale, quindi colposa, o se invece volontaria, quindi dolosa.

Fase ancora molto prematura delle indagini con il pm Marco Dioni che finora ha escluso l’azione diretta di terzi come invece si profila per la galvanica Lem. Semilla, assistita legalmente dall’avvocato Niki Rappuoli, ha fin da subito manifestato la ferma volontà di proseguire la collaborazione stretta da anni con Valentino. Non appena ci saranno le condizioni, con il dissequestro dell’area bruciata, la bonifica e tutti i permessi, l’intenzione è di procedere alla ricostruzione di un immobile capiente e adeguato alle esigenze di Valentino che nei pressi dispone di un immobile, in questo caso di proprietà, con uffici e magazzino. E che nella fase transitoria produrrà negli stabilimenti di Prada e nel proprio di Montelupo.