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Arezzo, caccia agli incendiari della Lem: tutti al lavoro i dipendenti della galvanica. Valentino, sopralluogo tecnico decisivo

Luca Serafini
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Caccia aperta agli incendiari della Lem. Non una persona sola ma più autori: è questa la convinzione che sta maturando tra gli inquirenti. L’accelerazione alle indagini l’ha data il ritrovamento della porta a vetri sfondata sul retro dello stabilimento: particolare importantissimo, rivelato ieri dal Corriere di Arezzo. Ma il lavoro senza soste di Vigili del fuoco e carabinieri ha permesso di aggiungere anche altri tasselli per imbastire il lavoro investigativo diretto dal pm Angela Masiello.

E la presenza di più persone nella notte del rogo di Levane (8 aprile) sarebbe dedotta da alcuni elementi acquisiti tramite sopralluoghi e visione di video delle telecamere. Nessuno però si sbottona. Sfugge del tutto il contesto dell’azione incendiaria. Quale movente ha spinto a perpetrare un disastro del genere? Mistero. Mentre l’inchiesta Lem procede sui binari dell’incendio doloso nella speranza di dare un volto agli ignoti autori, pare invece delineata - salvo colpi di scena - la connotazione del rogo della settimana prima in via Leo Valiani (1/2 aprile) a Valentino Shoes Lab.

La convinzione che matura, come già ieri il Corriere anticipava, è che si sarebbe trattato di un innesco accidentale da confermare però con un sopralluogo diretto nel punto esatto dello stabilimento dove è partita la prima fiamma, individuata dalle telecamere. Nessuna intrusione, nessun uomo mascherato con taniche o liquidi infiammabili. Se grave sbadataggine, omissione, deficit di sicurezza o la bizza imprevedibile di un macchinario, è da vedere. Ogni dubbio sarà tolto, appunto, dalla verifica tecnica sul posto. Potrebbe essere il suggello all’impostazione data dal pm Marco Dioni al suo fascicolo: incendio colposo.

Le lingue di fuoco di inizio aprile potrebbero aver ispirato l’azione successiva alimentata da finalità al momento sconosciute. Diamo tempo agli investigatori di svolgere il loro lavoro. Occorrono pazienza certosina e anche fortuna. Intanto a Levane i lavoratori Lem hanno promosso ronde volontarie di presidio dei loro luoghi di lavoro (ci sono altre ditte del gruppo in zona) e questo la dice lunga dell’attaccamento al lavoro e della laboriosità di questa gente. Oggi, notizia positiva diramata dall’azienda, tutti i lavoratori della galvanica bruciata - un centinaio - saranno all’opera in altre postazioni.

Ed è questa la dichiarazione di Daniele Gualdani, Amministratore Unico della srl: “Il nostro Gruppo è una comunità, inserita in una comunità più grande, per questo con molta emozione dico che dopo tre giorni di lavoro continuativo per 72 ore, al fine di riorganizzare le linee produttive, posso assicurarvi che tutte le persone di Lem saranno al lavoro, regolarmente, riducendo di fatto ad un solo giorno il fermo produttivo causato dall’incendio”. Ieri, domenica, il parroco di Levane, assieme al gruppo di bambini e bambine che avevano appena celebrato il sacramento della Comunione ha fatto visita agli stabilimenti di Valentino Shoes e di Lem, per portare la partecipazione e la solidarietà dell’intera comunità locale. Dal dramma alla speranza. Sono stati appesi uno striscione e due aquiloni. “Gli aquiloni sono fatti per volare e il nostro augurio è che voi possiate presto riprender il volo, non mollate!”.

Questo l’augurio dei bambini e della comunità. Vicini alle realtà produttive i sindaci di Bucine, Nicola Benini, e di Montevarchi, Silvia Chiassai Martini. Un’ondata di solidarietà ha attraversato il Valdarno, la provincia, le categorie economiche. Messa in campo a tempo record la ripartenza di Valentino Shoes Lab, che tornerà a produrre scarpe subito dopo la festa del lavoro, lunedì 3 maggio. Potrà contare sull’ospitalità di Prada, nelle vicinanze, dislocherà parte del personale a Montelupo dove possiede un’altra unità produttiva, ed altri addetti andranno nel blocco di via Valiani. Non appena dissequestrata l’area bruciata, di proprietà della società Semilla, l’idea è di procedere alla rapida ricostruzione della nuova fabbrica.