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Arezzo, ubriaco al volante gli sequestrano l'auto e ritirano la patente, lui scrive lettera alla Polizia: "Bravi, vivo grazie a voi"

Luca Serafini
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“C’era una volta un pulcino che stava morendo di freddo nella neve...” Comincia così la lettera che alla Polizia Stradale si sono visti recapitare l’altro giorno. L’inizio di una favoletta. In fondo, la firma: “L’ubriaco della Panda nera”. Qualche rigo sopra, il ringraziamento alle divise: “Ora non ho la patente e neanche la macchina ma ho la vita. E lo devo anche a voi. Grazie, continuate così”.

Che storia è? E’ la storia di un automobilista che giorni fa è stato controllato in Autosole, area di servizio nord di San Giovanni Valdarno, e trovato dalla pattuglia in stato di grave ebbrezza alcolica. L’auto della sottosezione di Battifolle era lì quando ha visto arrivare l’utilitaria nello slargo e travolgere frontalmente un grosso bidone dei rifiuti. C’era qualcosa che non andava. Il conducente è risultato ben oltre i limiti etilici di legge: tasso alcolimetrico di 1,65 rispetto al massimo consentito di 0,80. Su un livello che sconfina nella denuncia penale e nella confisca della macchina. Insieme al pesante verbale sono scattati il ritiro della patente di guida e lo stop alla vettura. Appiedato.

Un bel problema per l’automobilista reduce da una bevuta eccessiva prima di mettersi pericolosamente al volante sull’Autostrada del Sole. Una mina vagante. A distanza di qualche giorno dall’episodio, nella cassetta delle lettere della Polstrada è arrivata una busta indirizzata agli agenti. Aperta, conteneva la storiella del pulcino che un giorno, quasi morto dal freddo, faceva pio pio. Passava di lì una mucca e, recita la storia, decise di fare i suoi bisogni addosso al pulcino. Il quale, coperto di popò calda, si tranquillizzò e smise di fare pio pio. Poi però quel “guscio” marrone si raffreddò e il pulcino si rimise a fare pio pio perché sentiva tanto freddo. Passava un lupo che si avvicinò e si mangiò il pulcino in un sol boccone.

Morale: “Non sempre chi ti mette nella m... ti vuol male e non sempre chi ti toglie dalla m... ti vuol bene”. Così l’automobilista arriva al dunque e, rivolto ai poliziotti, scrive: “Volevo ringraziarvi per il vostro modo gentile di svolgere un lavoro così particolare dove l’empatia e la gentilezza sono fondamentali”. E ancora: “Mi sarebbe piaciuto conoscervi in un’altra circostanza” ammette “ma va bene anche così”. Oltre a salvare lui, va aggiunto, gli agenti hanno scongiurato guai per altre persone che potevano incrociarlo in quelle condizioni.