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Arezzo, il grido del terziario: "Fateci riaprire o lo facciamo da soli il 1 maggio"

Francesca Muzzi
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Da Firenze a Roma il filo della protesta unisce commercio, turismo e servizi nella manifestazione voluta da Confcommercio Toscana per chiedere una data certa di riapertura di tutte le attività del terziario. Hanno manifestato, hanno parlato con il presidente Giani e alla fine hanno deciso: “Se non ci sarà una data certa, il primo di maggio faremo da soli”. “Abbiamo indicato come data limite quella simbolica del 1° maggio - spiega il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni - perché quest’anno, dopo oltre un anno di chiusure o ripartenze a singhiozzo, il modo più intelligente di celebrare la ‘Festa del Lavoro’ sarebbe proprio quello di tornare a lavorare”. In piazza a Firenze ci sono anche i Cuochi Toscani.

Tra questi i fratelli Lodovichi che dicono: “Stiamo perdendo la seconda stagione di fila. E’ tutto fermo, specialmente chi, come noi, fa anche il catering. Niente matrimoni, niente eventi sportivi, si sta compromettendo tutto e se si continua così rischiamo di fare saltare anche le prenotazioni di giugno. Ecco perché se non ci faranno riaprire, il primo di maggio faremo da noi”. Mirko Mazzierli ha il bar in piazza Sant’Agostino “Bar Emilio”. “Quanto ho guadagnato in questo anno? Si fa prima a dire quanto abbiamo perso. Praticamente tutti i nostri risparmi - dice - Tra l’altro nel dicembre del 2019 avevamo fatto un altro investimento, vale a dire l’apertura della vineria per Corso Italia. Tutto fermo. I nostri dipendenti in cassa integrazione, gli affitti che dobbiamo continuare a pagare. E’ un bagno di sangue per le famiglie, perché dietro ogni locale ci sono famiglie intere”.

Da Firenze a Roma dove Lorenzo Polendoni che proprio alla fine del 2019 aveva preso il ristorante in cima a Lignano, manifesta insieme ad altri ristoratori. “Sta andando tutto malissimo. Un locale come il mio ha 4mila euro al mese di costi fissi senza considerare altre spese. Personalmente ho cercato anche di fare l’asporto, ma una sera mentre portavo le pizze stavo per avere un incidente e ho detto basta. Io sono fortunato che ho una famiglia che mi aiuta, ma chi invece deve mantenere la famiglia con la propria attività, come fa”. Tra le attività chiuse anche le palestre. I ragazzi della palestra New Gym, essendo una Srl e non un’associazione sportiva, hanno tirato fuori i soldi di tasca propria per mantenere tutta la struttura. “Non abbiamo debiti, ma siamo economicamente a terra”, dicono. “Tra ingiustizie e assurdità, l’esasperazione della nostra gente è arrivata al massimo e non va sottovalutata” sottolinea la presidente di Confcommercio Toscana Anna Lapini. Tra le richieste anche un’accellerata nel piano vaccinale: “Non ce la facciamo più ad andare avanti: le nostre imprese sono in terapia intensiva, abbiamo perso il controllo della situazione economica. Non vogliamo che vacilli anche la nostra fiducia nelle istituzioni”, ha concluso la Lapini.