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Arezzo, cinghiali nelle periferie: i consiglieri del Pd chiedono al Comune di obbligare i privati a ripulire le zone in abbandono

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Alessandro Bindi
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Stop agli ungulati. Presto un tavolo di lavoro per trovare la soluzione al problema del proliferare di cinghiali e caprioli che pascolano ad Arezzo e nelle immediate periferie mettendo in pericolo la sicurezza stradale, la tranquillità dei cittadini oltre alle coltivazioni. Il Pd chiede un’ordinanza per obbligare i proprietari dei terreni incolti a ripulire gli appezzamenti per evitare il ricovero degli animali selvatici a vantaggio del decoro e della sicurezza. Gli “incontri” in città sono sempre più frequenti. 

 

 

 

Segnalazioni sono giunte dalla zona del quartiere di Tortaia, da via Fiorentina, dalla zona del centro commerciale Setteponti, da via Tarlati, ma anche dalle zone di Pescaiola e Santa Maria delle Grazie. Gli ungulati si affacciano nei parchi ma anche lungo le piste ciclabili finendo per diventare rischiosi ostacoli alla circolazione stradale. 

Adesso il Pd chiede “maggior decoro e più sicurezza”. “Il Comune faccia la sua parte” dicono all’unisono i consiglieri comunali Giovanni Donati e Alessandro Caneschi dopo che è stato approvato il loro atto di indirizzo con il quale hanno sollecitato l’attivazione di un tavolo di lavoro congiunto tra categorie, associazioni e istituzioni al fine di individuare le aree pubbliche e private della città in stato di abbandono e da riqualificare anche attraverso l’emissione di ordinanze nei confronti dei proprietari.

 

 

 

“Dopo una serie di interrogazioni all’assessore Sacchetti” spiegano Donati e Caneschi “in merito alle quali non abbiamo ricevuto risposta, abbiamo presentato un atto in consiglio comunale per sollecitare l’amministrazione comunale a prendere in considerazione un serio problema: la presenza dei cinghiali in città”. 

Ormai da tempo le aziende agricole hanno manifestato preoccupazione, attraverso le loro associazioni di categoria, per la proliferazione di questi animali e per la loro presenza costante nei terreni da loro coltivati. Oltre alla difficoltà economica dovuta dalla pandemia si moltiplicano i danni che subiscono dagli animali selvatici; danni che non vengono ripagati da nessuna compagnia assicurativa.

 

 

 

Un problema economico al quale si aggiunge quello legato all’incolumità dei cittadini. “A questo si aggiungono” dicono i consiglieri Pd, “i rischi per i cittadini che spesso si trovano coinvolti in incidenti stradali causati da animali selvatici che attraversano le strade di città. Ormai è diventato frequente vedere animali selvatici che pascolano, trovando luoghi perfetti per il loro ricovero, nelle aree abbandonate anche alle porte della città”.

Non c’è più tempo da aspettare anche in vista dell’arrivo della stagione estiva. Un periodo dell’anno che vedrà incrementare gli spostamenti degli ungulati che hanno proliferato in modo vistoso anche alla luce di un calo di battute di caccia imposto dalla pandemia. Secondo i consiglieri Pd “serve l’emissione di un’ordinanza da parte del Comune di Arezzo con la quale chiedere di tenere pulite le aree”.

Sull’argomento è intervenuta anche Coldiretti dichiarandosi “disponibile a collaborare a un tavolo di lavoro congiunto così come espresso dal Consiglio comunale di Arezzo; impegno necessario volto alla tutela e alla salvaguardia delle imprese agricole e verso l’interesse della salute e della sicurezza dei cittadini”.