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Arezzo, tre arresti dopo la rissa tra bande per il controllo dello spaccio: tre etti di cocaina, asce, mazze e coltelli

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Rissa ad Arezzo tra gruppi rivali. Sulla vicenda riportata nei giorni scorsi dal Corriere di Arezzo e avvenuta sabato scorso 10 aprile, i carabinieri hanno svilippato le indagini, dopo il primo intervento, ed hanno arrestato tre persone. Sono stati individuati gli aggressori dello scontro tra gruppi di stranieri: nella loro disponibilità asce in acciaio, mazze e coltelli e circa 300 grammi di cocaina purissima. Rinvenuta la contabilità degli intermediari e degli acquirenti.

Le indagini erano dopo che sabato alla centrale operativa dei carabinieri era stata segnalata in zona via degli Accolti una rissa tra cittadini stranieri. i residenti, che avevano riferito dello scontro tra una decina di persone, erano rimasti impauriti dalle grida e da rumori così forti da far pensare a colpi di arma da fuoco.

In pochi minuti le pattuglie della sezione Radiomobile erano giunte sul posto rinvenendo solamente alcune persone all’interno di un appartamento. gli aggressori erano riusciti a scappare.

lLattività investigativa immediatamente avviata, fondata sulle acquisizioni testimoniali e sulla visione delle telecamere pubbliche e private di tutta la zona, ha consentito di raccogliere importanti elementi sulla identità di alcuni aggressori, facendo ritenere che lo scontro fosse riconducibile a riassetti nello spaccio di stupefacenti nella città di Arezzo da parte di gruppi criminali albanesi.

Stanotte, pertanto, i carabinieri della stazione di Arezzo e della sezione operativa della compagnia hanno effettuato una serie di perquisizioni.

Nella disponibilità di due uomini e una donna albanesi, classe 1986, 1996 e 1998, residenti ad Arezzo, sono state trovate asce in acciaio, mazze e coltelli “combat”, ma le operazioni di ricerca hanno consentito di rinvenire anche, 300 grammi circa di cocaina purissima, suddivisi in un involucro sottovuoto da 250 gr. e in altre dosi, alcuni grammi di marijuana, circa 30.000 euro ritenuti provento dell’attività di spaccio e materiali per il confezionamento dello stupefacente.

II panetto principale in particolare era nascosto in una cantina affidato alla vigilanza della giovane donna, senza pregiudizi di polizia e quindi meno sospettabile.

Nascosta, è stata inoltre trovata la contabilità dell’attività illecita di spaccio, con l’indicazione analitica degli intermediari e degli acquirenti.

i tre sono stati arrestati per detenzione ai fini di commercializzazione illecita in concorso ed associati alla casa circondariale di Firenze - Sollicciano, in attesa delle decisioni della procura della repubblica di questo capoluogo.