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Ristoranti aperti dal 26 aprile, ma solo all'esterno: "Che beffa, speriamo che non piova"

Francesca Muzzi
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Ristoratori con gli occhi rivolti al cielo. Prima per pregare di tornare a lavorare al più presto e adesso perché il meteo regga dopo la decisione che il Governo ha preso. E cioè via alle riaperture - solo nelle zone gialle rafforzate - dal prossimo 26 di aprile, ma solo per i ristoranti che hanno gli spazi all’aperto. E’ un riso amaro quello che accompagna la decisione, perché se da un lato sono contenti “abbiamo lottato affinché succedesse questo”, dall’altro i ristoratori si sentono presi un po’ in giro e alla fine, chi non ha lo spazio esterno, anche discriminato. Italo Angori, direttore provinciale di Tutela Nazionale Imprese Ristoratori Toscani, mercoledì era a Roma a manifestare e venerdì, come tutti, ha appreso la nuova direttiva. “Che cosa dire? Tutti vogliamo riaprire e tutti riapriremo - dice - Con le regole che ci hanno imposto fino dall’anno scorso. Tra queste la distanza tra i tavoli di un metro”.

“Ma l’assurdità - prosegue - è che potrà riaprire solo chi ha spazi esterni al locale, coloro che invece hanno solo le stanze dentro potranno continuare a fare solo l’asporto. E sarà così almeno fino a giugno”. Ma c’è altro che rende la decisione agrodolce, vale a dire quanto i ristoratori potranno lavorare. “Facciamo un esempio - prosegue Angori, anche lui ristoratore - Se si prendono le prenotazioni e chiamo il personale a lavorare, poi che cosa succede se dovesse piovere? Non possiamo servire la cena, non possiamo guadagnare, ma il personale lo dobbiamo sempre pagare. Poi la cena deve essere servita entro le 22 e quante persone possiamo mai servire?”. Angori fa i calcoli: “Un servizio per recuperare le spese deve essere svolto almeno al 60%. Invece in questo modo lavoriamo, forse, al 30/35% dell’incasso. Non si può parlare di trionfo, quando invece il protocollo degli autogrill autorizza loro a tenere aperto sempre e a cenare dentro”.

Nel frattempo già dall’inizio della settimana, gli stessi ristoratori si muoveranno con i vari Comuni per ottenere maggiori spazi all’aperto e anche per chiedere maggiori controlli da parte dei vigili urbani. “Per quanto riguarda la richiesta degli spazi esterni ci siamo mossi già in anticipo - continua - alla fine di marzo, perché se l’andazzo era come quello dell’anno scorso sapevamo che ci sarebbe stato bisogno di maggiori metri quadrati. Ma vogliamo anche maggiori controlli dal 26 aprile in poi”. Per quanto riguarda le associazioni di categoria, il direttore di Confcommercio Toscana, Franco Marinoni sottolinea: “Qualcosa si muove. Noi come Fipe-Confcommercio abbiamo chiesto l’apertura immediata di bar e ristoranti che abbiano spazio all’aperto. Certo non è la soluzione dei problemi, perché non tutti, questo spazio lo hanno. Ma è un primo incoraggiante segnale verso l’abbandono delle ‘chiusure’ come unica strategia di lotta alla diffusione del virus”.