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Arezzo, Elia Cicerchia: "La Giostra del Saracino deve ripartire". Il cecchino di Santo Spirito svela il lavoro con i cavalli di questi mesi

Sonia Fardelli
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Lontani dalla zona rossa ripartono a pieno ritmo anche gli allenamenti nelle scuderie dei Quartieri della Giostra del Saracino
I giostratori stanno già preparando i cavalli per la sfida di settembre, seppur ancora non ci sia la certezza matematica che domenica 5 si potrà veramente scendere in Piazza Grande ad Arezzo e tornare a sfidare dopo più di un anno di stop il Re delle Indie.
Muore dalla voglia di tornare a tirare Elia Cicerchia, il “cecchino” della lizza che insieme a Gianmaria Scortecci ha portato dieci lance d’oro al Quartiere di Porta Santo Spirito.

"Io ho bisogno della Giostra, come del resto tutti i giostratori. Se dipendesse da me” scherza, “mi starebbe bene anche correrla con in Piazza Grande solo noi otto giostratori e Luca Veneri come Araldo. Un anno di stop è stato davvero pesante”.

E' necessario quindi tornare a correr Giostra, anche se non con la formula piena?

“Tutto il mondo si è adattato all’emergenza Covid. Non capisco perchè la Giostra non possa farlo. Passi per lo scorso anno. Tutti pensavano ad un solo anno di stop, sicuri che nel 2021 tutto sarebbe finito. Non è così e dobbiamo adattarci. Bisogna ripartire, anche se c’è da ingoiare qualche rospo. Sicuramente la Giostra di quest’anno non potrà essere uguale a tutte le altre”.

Come stanno andando gli allenamenti alle scuderie di Santo Spirito?

“E’ una preparazione molto diversa da quella di tutti gli altri anni. Monti a cavallo per qualcosa che non sai ancora se ci sarà sicuramente. Noi praticamente ci siano fermati veramente solo nel lockdown. Abbiamo approfittato di questo stop nel Saracino per preparare ancora meglio i nostri cavalli. Grande è stata la dedizione che hanno messo in questo compito anche i nostri giostratori di riserva. Bene o male io e Scortecci abbiamo la responsabilità come giostratori di un Quartiere.
Elia Taverni ed i fratelli Eia e Niccolò Pineschi, nonostante non abbiamo ancora questo ruolo, non hanno perso una sola seduta di allenamento. E questo è davvero da elogiare”.

Quanti cavalli ha adesso in allenamento Santo Spirito? Sono tutti idonei a correre Giostra?

“Al momento abbiamo in lavoro nove cavalli, che possono anche ruotare tra tutti i giostratori. E comunque ognuno di noi ne ha almeno due a disposizione. Sono tutti soggetti di buona qualità e con caratteristiche giuste per la Piazza. Se poi diventeranno tutti cavalli da Giostra lo vedremo. Finché non debutta contro il Buratto un cavallo, non lo puoi definire da Giostra”.

Elia Cicerchia con quale cavallo correrà la Giostra di settembre, se effettivamente si potrà fare?

“Il mio cavallo da Giostra è Olimpia, che nel frattempo è migliorata tantissimo. E’ lei la scelta più ovvia. Ma noi a Santo Spirito negli ultimi anni ci siamo abituati a continui colpi di scena. Con cambiamenti che avvengono per vari motivi, che spesso non dipendono da noi. Abbiamo comunque anche altri soggetti per la Piazza”.

Qual è stata la cosa più difficile in questo lungo periodo senza Giostra?

“A noi giostratori sono mancati gli stimoli. E’ davvero molto difficile allenarsi per qualcosa che forse non ci sarà. Prepari i cavalli, curi di più l’addestramento, ma ti manca l’adrenalina ed anche le piccole malizie che metti nella preparazione se sai che poi devi davvero sfidare il Buratto. Così è un allenamento nell’attesa”.