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Arezzo, l'infettivologo Marcello Caremani: "La zona gialla è una conquista che non diventi un boomerang"

Sara Polvani
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“Non è tana liberi tutti”. L’infettivologo Marcello Caremani, già Direttore della UO di Malattie Infettive della Asl Toscana Sud Est, è chiaro sui comportamenti da seguire per il rientro da domani, lunedì 26 aprile, in zona gialla di Arezzo come di tutta la Toscana. Dopo giorni di attesa e, per molti, di speranza, infatti finalmente è arrivata l'ufficialità anche dalla cabina di regia formata da Iss, Governo e Cts. Da domani la Toscana abbandona la fascia arancione e torna in zona gialla e dà il via al calendario delle riaperture e, negli auspici di tutti, al graduale ritorno alla normalità. Si tratta del primo step, al quale seguirà il 'tagliando', del 15 maggio, quando scatterà per le zone gialle una nuova serie di aperture. 

“Attenzione”, dice il medico aretino, “il rischio è di tornare fra quindici giorni in zona rossa come ha fatto la Sardegna”. Un richiamo quindi alla responsabilità soprattutto per i più giovani con la movida del fine settimana e gli aperitivi a rischio assembramenti. “Abbiamo vinto una piccola battaglia ma non la guerra. Significa”, spiega Caremani, “che abbiamo ottenuto un risultato abbassando l’indice Rt ma adesso è il momento giusto per essere particolarmente attenti: mascherina portata bene, rispetto delle distanze. A questo i nostri scienziati aggiungono: aerare bene l’ambiente. Tenere l’ambiente ben aerato riduce la trasmissione del virus”. “Gli assembramenti vanno evitati”, prosegue Caremani, “Se si fa come ha fatto a Sardegna la Toscana nell’arco di quindici giorni diventa rossa di nuovo. Dobbiamo cercare di essere attenti, mi dispiace per la Sardegna, se noi ci comportiamo bene possiamo non dico tornare in zona bianca ma come minimo restare in zona gialla”. “Si può andare al ristorante all’aperto”, aggiunge l’infettivologo, “nelle ore giuste, in non molte persone, con rientro alle 22.

È giusto anche per far ripartire l’economia”. Nelle regioni in zona gialla si potrà quindi tornare al ristorante già da domani a pranzo e a cena, purché all'aperto, ricordando però che vige il divieto di uscita notturna dalle 22. Rimane infatti il vincolo del coprifuoco. Non si potrà circolare tra le 22 e le 5 del mattino successivo. “Da lunedì 26 aprile siamo in zona gialla”, conclude Caremani, “ma non abbiamo vinto la guerra, solo una piccola battaglia. La mascherina è importante. Si va verso la buona stagione e aerare l’ambiente è altrettanto importante. Attenzione perché il risultato che abbiamo ottenuto non diventi un boomerang. La Sardegna va tenuta presente per non seguire il suo esempio”.