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Arezzo, scontrini del ristorante e multe. Le associazioni di categoria sul coprifuoco

Francesca Muzzi
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Lo scontrino salva dalla multa? Il Viminale ha detto no e lo ha chiarito con una circolare inviata a prefetti e questori per precisare l’applicazione delle norme. Il caso era nato da una dichiarazione del ministro per gli Affari regionali, Maria Stella Gelmini che aveva detto che “chi va al ristorante può rimanere seduto fino alle 22”. E così aveva anche parlato il comandante della polizia municipale di Arezzo Aldo Poponcini. “Bisogna sapere usare il buon senso - aveva detto ieri al Corriere - Lo scontrino può essere una prova nel caso una persona, multata, facesse ricorso. Del resto lì c’è l’orario di uscita dal locale”. 


Ma cosa ne pensano le associazioni di categoria? Sia Confcommercio che Confesercenti restano in linea con ciò che ha detto il Viminale. Cercando però anche di trovare anche un altro tipo di soluzione che magari sposti il coprifuoco. Catiuscia Fei, vicedirettrice Confcommercio Arezzo sottolinea: “In questo momento Confcommercio ha due battaglie in corso, per quanto riguarda i pubblici esercizi: la prima è far ripartire tutti i locali, consentendo la somministrazione anche all’interno, con il rispetto dei protocolli anti Covid vigenti. E in attesa del via libera del Governo, in questa fase transitoria stiamo contrattando con i Comuni la possibilità di ottenere la pedonalizzazione di alcune aree e la concessione di suolo pubblico aggiuntivo per evitare che i locali senza disponibilità di spazio all’aperto debbano restare fermi”. “La seconda battaglia - dice ancora la Fei - è far spostare il ‘coprifuoco’ alle ore 24, per agevolare il servizio serale e renderlo un momento di svago per i clienti, così come è sempre stato. Siamo convinti che servirebbe anche a regimentare l’affluenza delle persone nelle città, evitando il pericolo degli assembramenti. Allo stato attuale, purtroppo, la legge dispone che ognuno debba rientrare al proprio domicilio entro le ore 22, fatti salvi motivi di lavoro, di salute o altre comprovate esigenze. E su questo non ci sono molti margini di interpretazione”.


“Come associazione - dichiara Valeria Alvisi, vice direttore di Confesercenti - e guardando quella chedice la legge entro le 22 la gente deve essere già in casa. Invece quello che noi chiediamo è di rimanere al ristorante fino alle 22. In questo modo le persone possono cenare con più calma e magari attraverso lo scontrino dimostrare, nel tragitto di casa, di stare rientrando dopo una cena fuori”. 
Insomma il decreto è chiaro, anche se, si presta a numerose interpretazioni. Il comandante della Municipale, Poponcini ha ribadito che “occorre sempre il buon senso e che lo scontrino, nel caso una multa venga contestata, potrebbe valere come prova”. Certo è che in questo momento quelli più avvantaggiati sono coloro che abitano vicino ai ristoranti e che, a seconda la distanza, possono restare seduti di più al tavolo. Insomma a cena con il cronometro. Almeno fino a quando il coprifuoco non sarà positicipato. E’ anche per questo che lottano le due categorie.