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Ospiti morti nelle Rsa, la procura di Arezzo apre filone di indagine bis su altri cinque decessi nella seconda ondata

Luca Serafini
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La procura di Arezzo ha aperto un secondo filone di indagine sugli ospiti morti di Covid in Rsa. Accertamenti sono in corso sul decesso di cinque persone che vivevano nella struttura San Carlo Borromeo di Pratovecchio Stia. Non ci sono persone indagate come del resto nel primo filone incentrato su una decina di morti nelle case di riposo di Bucine e di Montevarchi che nella prima ondata registrarono una serie impressionante di lutti in seguito al contagio tra ospiti e operatori.

Se nei mesi della primavera 2020 il virus colse le Rsa di sorpresa, vulnerabili di fronte ad una situazione mai riscontrata prima, con dubbi sull’adeguatezza delle misure di prevenzione anti contagio, il nuovo fascicolo riguarda decessi avvenuti in una fase in cui il “nemico” Coronavirus era già conosciuto e le buone pratiche per scongiurare l’epidemia interna dovevano essere più efficaci. I dubbi che circondano entrambi i filoni attendono di essere sciolti. Sono stati esposti dei familiari nell’uno e nell’altro caso a determinare l’avvio di mirate attività investigative sviluppate con acquisizione di documenti, sopralluoghi e accertamenti di medicina legale. 

Nella prima fase furono eseguite tre autopsie mentre gli altri casi sono allo studio attraverso cartelle cliniche e documenti, senza procedere a riesumazioni. Anche per i cinque deceduti del Casentino si parla di accertamenti documentali sulle carte. Il primo nodo da sciogliere è: morti di Covid o morti con Covid? L’esatta causa del decesso e il nesso di origine ed effetto tra virus e morte della persona. Quesiti di natura medico legale sono stati affidati al professor Marco Di Paolo della Medicina legale di Pisa. L’inchiesta, complessa, una volta accertata la causa di morte per Covid-19, caso per caso deve alla fine stabilire se nelle case di riposo ci sono state negligenze, omissioni e imprudenze penalmente perseguibili.

L’ipotesi di reato è l’omicidio colposo plurimo contro chi non avrebbe protetto adeguatamente dal contagio gli ospiti delle Rsa. Come detto, si procede al momento verso ignoti.
La pandemia trovò le strutture di tutta Italia impreparate e l'attività dei Nas cui la procura di Arezzo ha delegato le indagini fruga su eventuali mancanze nelle strutture di Bucine e Montevarchi, e pure in quella di Pratovecchio Stia. Le inchieste devono fare luce sulla presenza di procedure anti contagio, sul rispetto di protocolli, sull'adozione di misure adeguate, sulla disponibilità di dispositivi di protezione individuale come mascherine, tute, gel. 
L’indagine sui diversi binari è seguita dal sostituto procurato Chiara Pistolesi e dal procuratore Roberto Rossi.