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Arezzo, bancarotta: rinviato a giudizio (il 5 luglio) l'imprenditore della moda Cantarelli. "Sereno, ho agito con correttezza"

Luca Serafini
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Alessandro Cantarelli a processo il 5 luglio per bancarotta fraudolenta. Tre anni dopo il fallimento dell’azienda di abbigliamento, il gup Fabio Lombardo ha rinviato a giudizio l’imprenditore aretino. Il pm Angela Masiello ipotizza una distrazione di risorse per due milioni di euro (2.065.552), soldi che Cantarelli avrebbe ricevuto nell’arco di dieci anni a titolo di “compenso amministratore” ma che la procura qualifica come “ingiusto profitto” ai danni dei creditori. Nell’udienza preliminare di ieri si è costituita parte civile la curatela fallimentare che ha gestito la liquidazione del marchio, dello stabilimento di Terontola e del magazzino.

I bulgari Yordanov, vincitori dell’asta, hanno abbandonato l’immobile e ogni velleità di attività produttiva: i tre dipendenti assunti (sui 250 posti di lavoro persi) sono da mesi in cassa integrazione e attendono il licenziamento. Per incamerare soldi a beneficio dei creditori, la curatela ha anche venduto la villa di San Cornelio ad Arezzo che apparteneva a Cantarelli. Restano da collocare particelle su Rigutino dove la fabbrica storica già da tempo è finita alle banche. Alessandro Cantarelli, alla notizia del rinvio a giudizio, ha espresso “serenità, piena fiducia nella magistratura e la consapevolezza di aver agito correttamente”.

Lo difende l’avvocato Niki Rappuoli. L’imprenditore affronterà il dibattimento producendo una relazione del commercialista Giovanni Grazzini con la quale si offrono elementi per controbattere la tesi della bancarotta. I due milioni oggetto della presunta distrazione si riferiscono agli ultimi dieci anni di vita della ditta, e cioè dal primo settembre 2008 al 16 maggio 2018, data del fallimento. In realtà Cantarelli fu estromesso dall’azienda con l'avvento del Commissario Straordinario già nel novembre 2015.

Nell’imputazione del pm Masiello si sostiene che la somma complessiva oggetto della presunta distrazione, sarebbe stata “prelevata senza aver cura dei richiami formulati dall'organo di vigilanza circa l'entità del compenso”. Le somme corrisposte annualmente sarebbero state erogate “in stato di conclamato dissesto da parte della società” e, per tre annualità, sforando quanto previsto nelle delibere assembleari.  In caso di condanna l’imputato rischia da 3 a 10 anni di reclusione.

Il fascicolo della procura è stato originato dalla relazione dei curatori Salvatore Sanzo e Lucia Stefani. La curatela sarà rappresentata nel dibattimento dall’avvocato Casartelli dello studio legale Amodio di Milano. La vicenda Cantarelli è una ferita aperta per l’economia aretina e per l’occupazione tra provincia di Arezzo e di Perugia: 250 i posti di lavoro polverizzati (operaie specializzate) dopo un inconcludente percorso pilotato dallo Stato. Entrata in crisi dopo una splendida ascesa e momenti di gloria nel firmamento del made in Italy, l’azienda fondata dal compianto Mauro Raniero Cantarelli (ex Farus e Confar) perse quota.

Non ci furono cavalieri bianchi e le offerte di acquisto, non convincenti, evaporarono. Alessandro Cantarelli tentò di tutto per evitare la fine. La proposta di concordato fu bocciata nel 2015 dal tribunale in una fase forse di eccessiva rigidità. Dichiarato lo stato di insolvenza, entrò così in scena il Commissario Straordinario Leonardo Romagnoli: due anni di produzione col freno tirato, con parte del personale al lavoro, ultime apparizioni a Pitti Uomo, ma fu un'agonia.

Buco economico peggiorato e drammatico finale tra assemblee e fiaccolate. Poi le spoglie dell’azienda un tempo leader del capospalla per uomo furono acquistate dalla società di Irina e Martin Yordanov (Richmart). Soldi per i creditori in cassa ma nessun progetto sul territorio. La pandemia ha complicato tutto: della storia Cantarelli restano due immobili vuoti e quasi fatiscenti e un marchio prodotto all’estero. Ora la coda giudiziaria per Alessandro Cantarelli, passato dal successo alla polvere, il cui slogan sui social è sintomatico: “Attraverserai tante tempeste, non saprai bene neanche tu come, ma ce la farai”.