Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, l'omicida Federico Ferrini colto da malore in carcere e ricoverato. Uccise l'amica a colpi di spranga

Maria Venancio de Sousa e Federico Ferrini

Luca Serafini
  • a
  • a
  • a

L’omicida di via della Robbia è ricoverato in ospedale. Federico Ferrini, il quarantenne condannato a 10 anni di reclusione per aver ucciso a colpi di spranga alla testa l'amica brasiliana Maria Aparecida Venancio de Sousa, si è sentito male l’altra notte nella casa circondariale di via Garibaldi ad Arezzo dove sconta la pena in via definitiva. Un malessere acuto (forse coliche renali) tale da richiedere il trasferimento del detenuto al San Donato per cure e accertamenti.

Il delitto avvenne la notte tra il 25 e il 26 agosto nell’appartamento in zona Santa Maria delle Grazie dove la sessantenne viveva e riceveva uomini per incontri erotici. Ferrini l’aveva frequentata in passato: una relazione poi interrotta anche se continuavano a vedersi. Il corpo senza vita della brasiliana fu ritrovato l’indomani. Non rispondeva al telefono e alla porta.

Aveva anche una corda stretta al collo e legata al letto. Fu la Squadra Mobile a risalire all’imprenditore agricolo dell’alto Casentino, noto nei mercati di paese per la vendita di prodotti tipici. Le immagini delle telecamere sulla strada portarono gli inquirenti alla sua individuazione e scattarono le manette. Il 7 maggio 2020 la sentenza nel processo celebrato con rito abbreviato.

L’uomo, collegato dal carcere via computer per l’emergenza sanitaria, è stato difeso nel giudizio dall’avvocato Gionata Giannini, suo legale di fiducia, che la direzione del carcere ieri ha informato del malore e del ricovero di Ferrini. La sentenza, con gli sconti del rito e le attenuanti, dispone tre anni di libertà vigilata a conclusione della detenzione. In virtù della buona condotta - Ferrini è in carcere fa il cuoco - presto l’uomo potrà godere dei primi permessi. Intanto davanti al giudice civile Fabrizio Pieschi è iniziata la causa intentata dal marito di Maria, Antonio Di Rubbo, per il risarcimento danni. Prossima udienza il 20 luglio. ll verdetto del giudice Giulia Soldini fissava una provvisionale di 40 mila euro per il marito (rappresentato dall'avvocato Alessandro Calussi) e di 20 mila per la sorella e la figlia che sta in Brasile (assistite dall'avvocato Davide Scarabicchi).

Ora il marito di Maria chiede a Ferrini un totale di 300 mila euro per i danni sofferti. Anche se i coniugi vivevano separati, erano rimasti in ottimi rapporti. Bloccati dal giudice i pochi oggetti preziosi che possedeva la vittima. I monili appartengono agli eredi, marito e figlia, e finché questa non verrà dal Brasile non possono essere restituiti. Non si è mai capito cosa innescò la furia omicida di Ferrini che quella notte attese l’uscita da casa di Maria dell’ultimo uomo, poi entrò con la sbarra. Che divenne arma del delitto (non premeditato) nel corso di una lite, per questioni o di tipo economico o sentimentali o di altro tipo, rimaste nel mistero di quell’appartamento che Ferrini mise a soqquadro mentre il cadavere giaceva a terra.