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Arezzo, anche il relais Il Falconiere riapre per offrire esperienze ai visitatori. Nuove idee per il turismo a Cortona

Luca Serafini
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Le stelle del Falconiere si riaccendono. Cortona torna a spalancare le sue porte e il “Baracchi world” c’è. Con il suo potere di attrazione per palati fini del globo intero. Il 27 maggio apertura del relais, giovedì 13 inaugurazione della stagione della Bottega, in centro. Mentre la Locanda del Molino a Montanare ha già servito negli spazi esterni i primi clienti. E la cantina non si è mai fermata. Sessanta addetti e un nome che viaggia nel mondo come sinonimo di alta ospitalità e ristorazione, il Falconiere è pronto a spiccare il volo. “C’è tanta voglia di ripartire, ci stiamo preparando con entusiasmo dopo il lungo stop forzato”, dice Silvia Regi Baracchi, premiatissima lady chef.

“Le prenotazioni ci sono. E anche nel periodo di chiusura abbiamo ricevuto richieste di gente che voleva venire al Falconiere nonostante i divieti e le restrizioni. Ovviamente abbiamo detto sempre di no. Ora stiamo organizzando la prossima stagione. Tra gli stranieri c’è un po’ di smarrimento su aspetti come il coprifuoco e la green card, in America e in Russia sono più avanti”. Nel giro di due anni è cambiato il mondo e il modo di percepirlo: l’offerta, quindi, deve adeguarsi.

“Ai turisti dobbiamo offrire esperienze”, riprende Silvia Regi Baracchi. “C’è un lavoro creativo volto a fornire proposte all’aria aperta che svariano dal pic nic alla fattoria didattica, dalla visita ai vigneti ad un bosco, percorsi natura, contatti con il paesaggio”.

Un turismo che cerca aria. Distanziamento, sicurezza, igiene, cura dei particolari. Coccole per chi arriva. “C’è una filosofia nuova che adesso decliniamo: anche Bottega Baracchi ha tolto il bar interno a favore di un negozio di oggettistica, un concept store. E tavoli esterni. Un luogo dove comprare, mangiare, sorseggiare, leggere. Alla Locanda, per far stare caldi coloro che mangiano fuori, abbiamo posizionato dei funghi”. E al Falconiere tutto rigorosamente impostato in modo da ridurre o eliminare gli spazi comuni.

“Le camere, 34, sono indipendenti come hotel diffuso e nella antica villa, una struttura di tre piani, abbiamo realizzato stanze uniche, delle suite, accorpando le tre che esistevano nei piani”. Su protocolli e norme, la catena Relais & Chateaux dedica una cura maniacale. “I concetti su cui noi operatori del settore ci dovremo misurare sono: sicurezza, senso di casa, privacy”. Quanto ad una spinta propulsiva nuova per orientare flussi di visitatori su Cortona, Silvia e il marito Riccardo Baracchi hanno idee.

“Dovremmo ragionare di più come territorio, creare una identità unica per tutto l’Aretino. A Vienna, in Austria, tutto ruota su Mozart. Noi siamo la terra di Guido Monaco, senza il quale Mozart non ci sarebbe stato. Pur avendo questo patrimonio enorme, non la sappiamo valorizzare. Non penso solo a concerti, ma proprio a far diventare il territorio capitale della musica. Arezzo e le sue vallate. Non ognuno ripiegato nel suo orticello, ma aperti e in sinergia. Come dicono i nostri ospiti americani: open mind”.