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Arezzo, la ripartenza delle sagre. Ma c'è anche chi dice: "Facciamo lavorare i ristoratori"

Francesca Muzzi
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La data è quella del 1 di luglio quando le riaperture consentite daranno anche il via alla riorganizzazione di sagre ed eventi all’aperto. E allora la domanda è quante sagre nell’Aretino, hanno intenzione di tornare in pista? Ad Arezzo e provincia da giugno fino a settembre inoltrato era un susseguirsi di oci, bistecche, porchetta, ballo liscio e tanto altro. Le sagre di paese oltre a richiamare tantissima gente da tutta la provincia, permettevano anche di fare sopravvivere la squadra di calcio locale, fare beneficenza e regalare serate genuine. Ma da un anno l’indotto paesano non esiste più, addormentato a causa del Covid.

Dal primo di luglio però, saranno consentite e allora che cosa succede? C’è chi ha pensato a qualcosa di ridotto, chi invece preferisce aspettare e chi invece è ancora incerto. Giuseppe Del Corto è il presidente della Sagra del Maccherone a Battifolle. Praticamente era la prima che apriva la stagione, visto che si consumava a giugno. “Prima di tutto dobbiamo aspettare il primo di luglio per capire che cosa fare - dice Del Corto - La nostra intenzione, con tutti i permessi e le regole che ci diranno, sarebbe quella di fare rivivere la nostra sagra, magari in versione ridotta”. Spiega il presidente: “Una cena il sabato sera e un pranzo la domenica. Non con trecento persone, ovviamente. Tra l’altro la nostra cucina è in regola, ci ha detto la Asl, con tutte le normative. Vedremo, per il momento è solo un’idea”. Anche per raccogliere soldi da dare in beneficenza.

Da Battifolle a Ruscello dove ad agosto c’era una delle sagre più grosse con la rievocazione della battitura e della mietitura del grano. Mauro Frosini è l’anima della festa. “Se ci fosse la possibilità, ci piacerebbe fare la cena della battitura del grano - dice - Non so come saremo messi a luglio, ma se abbiamo i permessi possiamo anche pensare di organizzarla. Però, io personalmente sono contrario quest’anno a fare”. Ecco perché: “Preferisco lasciare perdere la sagra per un altro anno, ma fare lavorare i ristoratori che hanno sofferto in questi mesi. Se devo togliere il lavoro a loro, preferisco farmi da parte e mettere da parte anche la Sagra”.
A Olmo invece andava in scena la Sagra della Bistecca. Quindici giorni di feste e cene al campo del Gruppo Sportivo. Il presidente Marco Sanarelli è invece per rimandare tutto: “Per il momento non abbiamo organizzato niente - risponde - e non sappiamo quello che succederà dal prossimo 1 di luglio, se ci fosse la possibilità forse torneremo nel mese di settembre. Ma ancora è presto per dirlo”. L’entusiasmo di ricominciare però c’è. Che sia adesso, dopo o in versione slim.