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Riaprono i ristoranti, ma nessuno vuole fare il cameriere: titolari a caccia di personale

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Giovanna Belardi
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Cercansi disperatamente camerieri e lavapiatti. Il Covid e le sue conseguenze, specie nel settore della ristorazione, hanno inciso pesantemente. I lunghi periodi di chiusura hanno infatti spinto molti che lavoravano nel settore a spostarsi in altre occupazioni, lasciando di fatto il lavoro precedente per avere sicurezze in altri ambiti. Così oggi, alla vigilia di una ripartenza che in molti sentono come forte, fioccano le offerte ma le risposte non solo quelle attese. C’è infatti chi si propone senza contratto per non perdere il reddito di cittadinanza, chi pone condizioni in merito per esempio al fine settimana, chi cerca subito un contratto a tempo indeterminato, chi non ha esperienza. La situazione è stata segnalata dagli esercenti a livello regionale ma anche Arezzo risente di questa situazione.

 

 

E una testimonianza in tal senso la offre Elisabetta Fortini, de Il Grottino, che giovedì sera ha messo un post su facebook per cercare un lavapiatti: “Ho ricevuto le proposte più assurde, del tipo 'Vengo a lavorare a nero perché prendo il reddito di cittadinanza'. Penso che per tutta l’estate mi laverò i piatti da sola. O rinunci al sussidio o lavori, ma molti preferiscono tutte due le cose e stare in nero. Non credo che così si rilanci l’Italia. Non saranno tutti uguali, sarò stata sfortunata, ma queste sono le risposte che ho ricevuto. Da parte di candidati di tutte le età, soprattutto stranieri. Ho messo l’annuncio perché le persone mi piace vederle, al di là del curriculum, parlarci. Ci hanno tenuto chiusi 8 mesi, ne abbiamo sentite di tutti i colori e oggi ci si ritrova spiazzati, costretti a pensare: troverò il personale per la stagione?”.

 

 

Elisabetta solleva un altro problema, quello del contratto a tempo determinato: “Serve a tutti e due, datore di lavoro e dipendente per vedere come funziona, perché se la persona vale si assume. E se a novembre ci richiudono tutti? Se proponi questo tipo di contratto sembra che dici un’eresia, ma come si deve fare? E’ tutto molto complicato, anche con le indicazioni dell’orario dei dipendenti. Adesso alle 22 c’è il coprifuoco, se ricambiano e allungano fino alle 23 io che faccio, un’ora sto da sola? Diciamolo, un po’ di flessibilità ci vorrebbe. Mi sembra che tante cose siano fatte da gente che non ha mai lavorato e non sa dove mettere le mani”. Anche il presidente dei ristoratori di Confcommercio Federico Vestri segnala la difficoltà di reperire personale in questa fase: “Molti addetti hanno trovato altro in questo lungo periodo di chiusura. Adesso la ripartenza si preannuncia forte e tutti cercano personale che però è occupato in altri impieghi. Ad Arezzo il problema sarà sicuramente meno forte che nelle grandi città ma c’è. Io stesso sto cercando diverse persone ma sto facendo una fatica immane; faccio tantissimi colloqui ma non è facile trovare personale qualificato. Il reddito di cittadinanza? Sì c’è anche questo aspetto. A fronte di un contratto per poche ore le persone preferiscono non perdere il reddito e vanno a cercare chi consente loro di fare qualcosa in nero in nero. Ma così si disincentiva il lavoro”.