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Arezzo, otto milioni da Comune per ripartire. Aiuti anche per le partite Iva

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Marco Antonucci
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“I soldi si danno e non si chiedono”. Nelle parole del vicesindaco di Arezzo Lucia Tanti c’è, in estrema sintesi, la definizione di quella che sarà la maxi manovra economica che la giunta Ghinelli ha messo a punto per la ripartenza della città e che verrà presentata in consiglio comunale giovedì 20 maggio. Tributi, turismo, cultura, commercio, ma anche scuole e sociale: nel piano che mette in campo otto milioni di euro (in modo diretto o indiretto) c’è in pratica tutta l’economia della città. “Il concetto di base” spiega Lucia Tanti, “è quello della circolarità. Ogni azione deve dar vita a un circolo virtuoso che ‘resta’ ad Arezzo”. In pratica interventi o agevolazioni che siano devono avere una ricaduta sulla città: la famiglia che spende per fare determinati acquisti, ad esempio, lo farà negli esercizi della città. Il piano Arezzo non molla e riparte 2.0, nelle intenzioni della giunta, dovrà coinvolgere tutta la città. 

“Quello della liquidità rappresenta un primo ambito di intervento” spiega Lucia Tanti anticipando alcuni contenuti del piano che sarà presentato dettagliatamente giovedì. Soldi che saranno indirizzati a famiglie e attività produttive. “La nostra visione è trasversale. Ad esempio un focus particolare abbiamo deciso di dedicarlo al mondo delle partite Iva, particolarmente colpite dai problemi economici causati dalla pandemia. Soldi che serviranno per ripartire” specifica Tanti, ricordando che questa liquidità non sarà indirizzata a chi versa in stato di grave difficoltà. “Per i bisogni primari è previsto un apposito capitolo, quello dedicato alla coesione, che vede stanziati circa 700 mila euro. Guardiamo anche ai bisogni di crescita. A fianco della risposta alle necessità di chi è in difficoltà, vogliamo attivare una grande strategia di ripartenza, vogliamo creare risorse. Una ripartenza che sia appunto circolare, che interessi tutta la città”.

 


Ecco allora i capitoli che saranno indirizzati al mondo associativo: saranno raddoppiati i fondi per le attività ludiche e ricreative e di questi, secondo quel principio di circolarità alla base del piano, finiranno col beneficiare, in modo indiretto, anche le famiglie. Dal primo ambito, quello contraddistinto dalla liquidità, al secondo, caratterizzato dai riconoscimenti indiretti. Tra questi, spiega ancora Lucia Tanti, ce n’è uno che riguarda il mondo delle scuole: “Metteremo a disposizione delle associazioni, in modo gratuito, i circa 70 mila metri quadrati delle scuole comunali. Quando queste saranno chiuse, penso ad esempio al pomeriggio, ci sono degli spazi che potranno essere utilizzati dalle associazioni”. Che lo potranno fare senza pagare affitto e, in qualche caso, fornendo anche servizi alle famiglie. Un altro esempio di quella circolarità che anima “Arezzo non molla e riparte 2.0”. Un piano che ha visto impegnati tutti gli assessorati. Si va dalle misure, “consistenti”, previste per la Tari, ai capitoli dedicati all’innovazione con l’obiettivo di andare, nel sociale, ad uno snellimento della burocrazia fermo restando i controlli. Investimenti cospicui sono previsti anche per turismo e cultura. “Tenere botta e ripartire” sintetizza il vicesindaco, tratteggiando quel piano che tra pochi giorni andrà all’esame del consiglio comunale. Intanto c’è un primo positivo bilancio per ciò che riguarda il programma RipARtiamoinsieme-Giovani protagonisti, le iniziative dedicate ai soggetti che operano nel campo delle politiche giovanili. “Sono molto soddisfatto per la partecipazione al primo tavolo di confronto tra amministrazione e soggetti pubblici e privati” ha sottolineato l’assessore allo sport Federico Scapecchi. “Dagli interventi, oltre 40, sono emerse tante problematiche legate alla pandemia ma anche tante proposte e opportunità per ripartire”. Il secondo incontro è fissato per martedì alle 17.