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Arezzo, il lavoro c'è ma i giovani lo rifiutano. Le agenzie: "Nessuno vuole andare oltre i 15 km da casa"

Francesca Muzzi
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"Cercasi lavapiatti”, “Cercasi cameriere”, ma all’annuncio rispondono in pochi e quando lo fanno c’è il rischio che il giorno prima rifiutino il lavoro. Succede anche questo nell’anno e mezzo della pandemia. Il controsenso è che il lavoro c’è, ma non chi lavora. A confermarlo sono le agenzie preposte a cercare occupazioni. Basta un giro tra quelle aretine e viene fuori una realtà che ha quasi del paradossale. Vale a dire: chi ha tra 40 e 50 anni accetta qualsiasi tipo di occupazione, ma chi è un under 30, spesso dice di no. “In questo momento c’è una vera e propria esplosione di lavoro - sottolinea Nunzia Palombo Team Builder Openjobmetis S.p.A. - Per fare un esempio, da febbraio fino ad oggi, ad Arezzo e provincia abbiamo trovato lavoro a quasi 200 persone. Ma c’è anche l’altra faccia della medaglia. Vale a dire settori dove c’è un boom di richieste, ma non riusciamo a soddisfarle”.

I settori che richiedono più personale sono: “Ristorazione - spiega Nunzia Palombo - tessile e metalmeccanico. C’è richiesta di saldatori e c’è richiesta di stagionali. Ma niente”. Ma perché soprattutto i giovani dicono no? “Purtroppo in tanti preferiscono rimanere a casa e sfruttare gli ammortizzatori sociali o il reddito di cittadinanza piuttosto che trovarsi un lavoro o per meglio dire accettare un lavoro. Non c’è dubbio. La pandemia ha fatto male sotto tanti punti di vista”, prosegue Palombo. Non è spesso così invece nella fascia di età che va dai 40 ai 50 anni. “Lì ci sono altre esigenze. Non solo la voglia di lavorare, quanto la necessità di lavorare e quindi succede che lavori che un tempo facevano i ragazzi come ‘carico e scarico’, adesso mandiamo persone di 40-50 anni. Senza fare nomi, noi ad Arezzo lavoriamo con una grande azienda di elettronica e ultimamente mandiamo operai più maturi rispetto ad un tempo”. Un’altra agenzia di Arezzo sottolinea: “Se guardiamo la situazione dalla parte dell’azienda, è chiaro che questa tende ad assumere il candidato perfetto. Dalla parte del candidato invece alcuni preferiscono restare a casa o dire no al lavoro dopo avere esaminato ovviamente il contratto, la paga, ma anche la distanza. Sono pochi quelli che accettano il lavoro se si trova a oltre 10-15 chilometri dal luogo di residenza”. “Imprenditori Amway Arezzo”, altra agenzia per il lavoro di Arezzo parla di “gente che ancora va cercando il contratto a tempo indeterminato e che naturalmente è come cercare un ago in un pagliaio. Nessuno vuole più rischiare. La libera professione non la vuole fare più nessuno. O per meglio dire nessuno vuole più investire su se stesso. E così in tanti restano senza lavoro alla ricerca del contratto a tempo indeterminato, del posto fisso, che ovviamente oggi come oggi è difficile da trovare”. 

Giulia è Junior Account Ali Agenzia per il lavoro S.p.A.: “Le risorse che si rivolgono a noi nel processo di ricerca di lavoro sono prevalentemente soggetti che ambiscono ad occupazioni nel settore della produzione. Non sono rare, tuttavia, le candidature spontanee anche per ruoli impiegatizi. Quanto alle fasce di età la prevalente è quella tra i 38 e i 46 anni ma intercettiamo anche diversi trentenni, in tal caso spesso già occupati, che non si precludono la valutazione di nuove offerte lavorative. Le figure più richieste riguardano la produzione, in particolare: saldatori per le aziende metalmeccaniche e addetti alle pulitrici, alla smaltatura, al montaggio al banco, all'elettroformatura, alla saldatura laser e con microfiamma per le aziende orafe. Non sono rare neppure le ricerche di operai generici. 
Quanti non accettano? In quanto agenzia per il lavoro spesso ci muoviamo svolgendo ricerca attiva e non di rado capita che le opportunità non vengano valutate o accettate dalle risorse contattate. Sicuramente si può parlare di una percentuale superiore al 50%.”.