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Arezzo, teschio di uomo nel bosco: il rumeno con il dna compatibile era scomparso nel 2003

Luca Serafini
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Era scomparso nel lontano 2003 l’uomo al quale apparterrebbe il cranio ritrovato a Montemignaio nel 2016 del quale si torna a parlare ora dopo l’inattesa accelerazione delle indagini. Manca solo l’ultimo approfondimento di laboratorio ma la pista che porta gli inquirenti ad un cinquantenne della Romania sembra quella giusta. Il profilo genetico estrapolato dal teschio, purtroppo incompleto perché manca la mandibola, ha mostrato elementi di compatibilità con il rumeno, di cui non ci sono note le generalità per il riserbo della procura, ma serve adesso la conferma e gli specialisti dei carabinieri del Racis stanno svolgendo confronti con il Dna della figlia. Intanto è emerso che il cognome della persona scomparsa nel 2003 era diffuso in quel periodo proprio nel territorio tra Casentino e provincia di Firenze.

Persone provenienti dal Paese dell’Est, all’epoca non facente parte della Comunità europea, avevano scelto l’Italia per cercare lavoro. Prima di ricostruire con precisione il percorso di vita e le relazioni dell’uomo si attende la definitiva conferma dell’identità che il sostituto procuratore Laura Taddei dovrà ricevere dal Racis di Roma. Del “cold case” si occupano i carabinieri della Compagnia di Bibbiena che all’epoca del ritrovamento, cinque anni fa, avvenuto casualmente da parte di una cercatrice di funghi, effettuarono accurate ricerche per trovare elementi e altre ossa. Niente.

A complicare ulteriormente le cose, la presenza di segni a matita blu e arancione sul cranio. Un po’ alla volta si cercherà di mettere insieme le tessere del mosaico misterioso. Si dovrà capire, una volta dato nome e cognome a quei resti umani, se la morte avvenne per cause naturali, per un incidente o se invece fu un omicidio. E come mai il teschio anziché ricevere degna sepoltura finì nella castagneta in località Pescinale. Se fu utilizzata per messe nere o cose del genere. Se ci sono altri inquietanti retroscena. Interrogativi probabilmente destinati a rimanere senza soluzione, anche se i militari dell’Arma faranno tutto il possibile. Quantomeno, anche se il giallo dovesse rimanere tale, il cranio dell’uomo potrà essere consegnato ai suoi cari per essere inumato.