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Arezzo, otto milioni per ripartire. Dal Comune soldi a famiglie e partite Iva

Marco Antonucci
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Otto milioni di euro per ripartire. La maxi manovra messa a punto dalla giunta Ghinelli per aiutare Arezzo ad uscire dalla crisi economica provocata dalla pandemia è racchiusa in quegli otto milioni, che si suddividono tra misure dirette e indirette. “Un segnale importante” ha sottolineato il sindaco Alessandro Ghinelli durante il consiglio comunale di ieri, “non è facile trovare Comuni in grado di fare manovre di questa entità”. Un provvedimento che per il vicesindaco Lucia Tanti “è importante, coraggioso e innovativo. Non assistenzialista. L’obiettivo è rimettere in moto la città. La nostra risposta ai disagi primari è sempre stata e continuerà ad essere pronta”. 

 

 

Liquidità: la bussola della manovra punta decisa in questa direzione. E allora ecco il capitolo dedicato a partite Iva e lavoratori atipici che potranno ricevere, direttamente sul conto, un contributo che andrà da un minimo di 250 a un massimo di 1.500 euro. Si dovrà dimostrare il mancato lavoro o che la capacità reddituale legata all’attività svolta è stata ridotta a causa dell’emergenza sanitaria. Un bisogno di liquidità necessario per non chiudere o ripartire che dovrà essere vagliato insieme agli uffici dei servizi sociali. Una volta ricevuto il via libera, il contributo arriverà direttamente nel conto corrente. Liquidità diretta che si concretizzerà anche attraverso altre misure che “passeranno” attraverso una app: in pratica i contributi che saranno ricevuti dalle famiglie saranno spendibili in attività commerciali della città. “Ma non per generi alimentari” spiega Lucia Tanti, “visto che i buoni spesa rientrano in un’altra misura”. Si potranno fare acquisti nei negozi della città, in modo da alimentare un circolo virtuoso sul quale punta l’amministrazione. “Una liquidità diretta che guarda” sottolinea Tanti, “alle famiglie in difficoltà. A dicembre erano 2.100, circa il 2% della popolazione aretina”.

 


Degli otto milioni messi a bilancio da Palazzo Cavallo - e ieri il consiglio comunale ha approvato la manovra con 20 voti a favore e 12 contrari - quattro milioni e 351 mila si divideranno tra provvedimenti di liquidità diretta o agevolazioni, come ad esempio quelle introdotte attraverso una riduzione che interesserà la Tari. L’altra metà si articolerà invece in quelle che vengono definite “opportunità”: dagli sgravi nello sport ad una serie di misure legate al mondo scolastico. Una prima parte, quella contenuta nel provvedimento “Arezzo non molla e riparte 2.0”, che è stata fissata in undici punti, tutti caratterizzati dal titolo Riparti. Ecco allora i 175 mila euro destinati al RipartiMobilità e poi i 570 mila per i progetti legati alla coesione (previsti anche 35 mila per l’Erp). 250 mila euro andranno alle misure per il lavoro (30 mila per le start up) e ancora 200 mila euro rispettivamente per la cultura e il turismo, 50 mila per i centri aggregazione, 100 mila per lo sport. E poi i 250 mila euro del RipartiEconomia e ancora 89 mila euro per il mondo della Giostra del Saracino, 200 mila per il sostegno alle famiglie, per spese che vanno dai campi solari alle attività ludiche, ricreative, associative ed educative, fino ad arrivare ai 100 mila euro per il digitale.  Giudizio negativo è stato espresso dai gruppi consiliari del Pd, Arezzo 2020 e Movimento 5 stelle: “Una manovra di aiuto a famiglie e imprese con poco coraggio e insufficiente a rispondere ai bisogni della città. Manovra che sarebbe stata diversa se fosse stata coinvolta la città con un consiglio comunale aperto”.