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Arezzo, liberi con obbligo di firma i cinque nigeriani della rissa. Un sesto è scappato. Ipotesi stupefacenti per la causa della lite

Luca Serafini
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Cacciaviti, mattoni, forbici e una sedia rubata al bar di fronte. Queste le armi usate dai due gruppi di nigeriani, tre contro tre, nella sanguinosa rissa andata in scena in zona Eden. Uno è scappato mentre gli altri cinque sono stati arrestati dai carabinieri. Una notte in cella e poi, dopo la convalida, tutti liberi pur dovendo rispettare gli obblighi di firma.

Una battaglia vera e propria a mani nude e con oggetti contundenti, in pieno giorno (alle 13) e per motivi che restano oscuri. Per ora definiti “futili” ma probabilmente riconducibili allo spaccio o comunque a loschi traffici. Lo scontro ha avuto un prologo a Campo di Marte, dove giardinetti e vie circostanti tra stazione ferroviaria e Saione sono frequentati da persone dedite a personaggi poco raccomandabili. Prima ancora, domenica, c’era stata una bottigliata al collo di un nigeriano.

Il lunedì la rissa è scoppiata quando le opposte fazioni di africani si sono incrociate dalle parti di via Signorelli. In breve i sei nigeriani sono venuti alle mani avvalendosi di ogni cosa venisse loro a tiro. E quindi mattoni, cacciaviti, forbici e pure una sedia trafugata al Blue Bar, tanto che l’autore di questa sottrazione deve rispondere oltre che di rissa anche di furto. Encomiabile l’azione della pattuglia dei militari del Nucleo radiomobile della Compagnia di Arezzo guidata dal colonnello Di Carlo.

Due carabinieri contro sei esagitati hanno avuto la meglio, bloccandone cinque. Poi il prezioso supporto della Volante della polizia. Momenti di grande concitazione, anche drammatici, con sangue a terra e tre dei contendenti che hanno riportato lesioni al volto. Ieri i cinque arrestati, alcuni incerottati, sono comparsi davanti al giudice monocratico Michele Nisticò per la convalida. Che è regolarmente avvenuta.

A loro fianco i nigeriani avevano gli avvocati Nicoletta De Santis e Francesca Marolda che hanno chiesto i termini a difesa: la direttissima sarà discussa il 16 giugno. Nell’udienza con pm Bernardo Albergotti, valutando le posizioni dei protagonisti dell’episodio (alcuni incensurati), è stata presa la decisione di applicare la misura cautelare tenue senza ricorrere a domiciliari o carcere.

Tra i partecipanti alla rissa, connazionali, c’è chi risiede a Castiglion Fiorentino e Civitella in Valdichiana, chi è senza fissa dimora. Chi è arrivato come rifugiato, chi è nullafacente, chi è videomaker. Approfondimenti in corso e guardia alzata da parte delle forze dell’ordine in una città dove il problema sicurezza persiste.