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Arezzo, arrestato ed espulso il boss di Saione che spadroneggiava tra droga e violenze

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Alto, robusto e con una sfilza di precedenti: spadroneggiava nella zona di Saione della quale era una specie di boss. Ora non c’è più: arrestato e avviato verso il rimpatrio. Un 27enne del Gambia, richiedente asilo, questa volta ha ricevuto il cartellino rosso dopo l’ennesimo episodio violento. Giovedì mattina prima delle 7 una telefonata al 112, numero unico dell’emergenza, segnalava una lite in via Tagliamento angolo via Arno. Coinvolte tre persone, di cui uno extracomunitario. Giunti sul posto, i poliziotti della Volante hanno visto un uomo di colore che trascinava a terra un altro soggetto dopo averlo afferrato per i pantaloni. La compagna dell’aggredito cercava di prenderne le difese. Sedata la fase cruenta, gli agenti sono passati all’identificazione delle persone cercando di ricostruire l’accaduto. Questioni legate allo spaccio di stupefacenti e al consumo di droghe erano alla base dello scontro. In aiuto ai poliziotti è arrivata anche una pattuglia dei carabinieri. Per l’alcol o per la droga, T.S., il gambiano senza fissa dimora e senza documenti, ha cominciato a divincolarsi mentre i poliziotti cercavano di farlo salire in auto per portarlo in Questura. Uno degli agenti ha ricevuto un pugno al volto e l’extracomunitario è scappato verso Piazza Zucchi. Ma è stato bloccato in un supermercato dove cercava di mimetizzarsi. Immobilizzato e portato in Questura, il gambiano è stato identificato e sono saltate fuori dai computer le sue pregresse condotte ed i pregiudizi per reati contro la persona ed il patrimonio e soprattutto in materia di stupefacenti. La sua richiesta di status di rifugiato aveva ricevuto diniego sia in sede amministrativa sia in sede giurisdizionale e a questo punto si è reso possibile l’allontanamento dal territorio nazionale. Dopo la denuncia per resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale e danneggiamento, notificati al gambiano, a cura dell’Ufficio Immigrazione, un provvedimento di espulsione emesso dal Prefetto Maddalena De Luca ed il Decreto del Questore Dario Sallustio per il trattenimento presso il Centro per Rimpatri di Torino in attesa del definitivo rimpatrio. Dopo l’escalation di episodi di microcrimine e degrado in città, non si è fatta attendere la risposta della Polizia con la sinergia delle varie articolazioni della Questura, dall’Ufficio Prevenzione Generale e dalla Squadra Mobile, dalla Divisione Anticrimine e dall’Ufficio Immigrazione. Il gambiano espulso, nonostante i ripetuti provvedimenti di polizia e giudiziari a suo carico, ha insistito fin quando ha potuto nelle censurabili condotte che turbavano l’ordine e la sicurezza pubblica nel quartiere Saione, infondendo nella collettività un diffuso senso di insicurezza.