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Arezzo, abusivi padroni dell'ex asilo di via Filzi: il Comune non riesce ad eseguire lo sfratto

Luca Serafini
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Il Comune non riesce a sfrattare gli abusivi dell’ex asilo di via Filzi. Non c’è niente da fare, la struttura che dovrà diventare caserma della Polizia municipale e presidio di legalità nel cuore di Saione, è territorio di senza fissa dimora che hanno eletto qui il loro domicilio. Vicini di casa non perfettamente ideali per i residenti della zona tra i quali serpeggiano malcontento e paura.

 

Ascoltando le loro voci, rigorosamente anonime perché, appunto, in via Filzi sono intimoriti, si apprendono flash di difficile convivenza. “Rientrando la sera mi capita spesso di trovarmi davanti al portone loschi personaggi”, dice una donna. “Non ci sentiamo sicuri”. E le misure adottate tempo fa per smantellare il dormitorio sono ormai ampiamente superate. “La situazione è questa” ci raccontano “tempo fa erano state murate porte e finestre per evitare l’accesso all’interno ma poi una ditta è venuta a fare dei lavori e ha aperto alcune finestre al piano terra, senza richiudere”. Il risultato è un flusso continuo nella struttura che un tempo era della Diocesi e che Palazzo Cavallo ha individuato per l’operazione Polizia municipale, oggetto di contestazioni da parte dell’opposizione perché ritenuta una scelta costosa e non idonea. “C’è un continuo via vai di gente a tutte le ore che scavalcano i cancelli, le finestre del piano rialzato sono aperte segno che dentro c’è entrata gente”, dicono papale papale in via Filzi.

 

E ancora: “Si intravede roba accatastata sul pavimento, di notte rumori, persone che parlano a voce alta, materassi buttati oltre la recinzione per essere portati all’interno, giubbotti, cuscini, resti di cibo proprio davanti al cancello principale, avvistamenti da parte dei passanti di persone che scavalcano indisturbate anche di giorno senza nessun timore”. Non è tutto: “Incuria totale, grondaie che versano acqua a cascata, tegole pericolanti sul tetto che tempo fa, in una giornata particolarmente ventosa, sono state smosse e sono intervenuti i vigili del fuoco per rimuoverle perché pericolose, anche gli alberi sono cresciuti troppo e ostacolano le manovre di svuotamento dei cassonetti della spazzatura”.