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Arezzo, la senatrice Nisini su case popolari e assegnazione ad aretini e stranieri: "Giani vanifica il nostro lavoro"

Alessandro Bindi
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“Calpestati i diritti degli aretini e dei toscani”. Con la proposta del Presidente della regione Eugenio Giani, di apportare una modifica della legge regionale n. 2/2019, consistente nell’eliminazione del requisito di accesso ai bandi di assegnazione degli alloggi costituito dalla durata quinquennale della residenza anagrafica o della sede lavorativa nel territorio regionale, di fatto viene annullato il lavoro di un quinquennio dell'ex assessore Tiziana Nisini che durante la sua permanenza a Palazzo Cavallo aveva ribaltato le percentuali di assegnazioni tra aretini e stranieri. 
Per l’ex assessore alle politiche abitative del Comune il must “prima agli aretini" è stato un cavallo di battaglia con il quale è riuscita a capovolgere le liste di assegnazione degli alloggi popolari in città.

“L’ultimo bando pubblicato il 31 agosto 2020 aveva una percentuale di italiani dell’86%” commenta Nisini ricordando “al mio arrivo ad Arezzo invece solo il 45% delle assegnazioni erano a famiglie aretine mentre il 55% agli stranieri. In cinque anni siamo arrivati a raddoppiare a vantaggio di famiglie aretine in difficoltà che hanno sempre pagato le tasse”. 
Nisini oggi è Sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali del Governo Draghi ma ricorda ancora “le lacrime, gli abbracci e gli occhi pieni di gioia di chi dopo 15 anni di attesa, con un figlio disabile, ha potuto finalmente godere del diritto alla casa popolare negato a lungo. Aretini che avevano perso la speranza”.

È un secco no quello che arriva quindi da Tiziana Nisini alla proposta di modifica della legge regionale. “È l’ennesima mazzata della giunta Giani in una fase storica difficile” tuona Nisini. “La pandemia ha creato una vera emergenza economica e sociale e sono in aumento le famiglie di toscani in difficoltà. Si tratta quindi non di escludere, ma di dare una priorità e lavorare per obiettivi. Bisogna scegliere se dare la casa popolare a chi ha un giorno di residenza e non ha mai pagato le tasse? Ritengo assurdo la modifica di una legge regionale toscana che non è stata neppure impugnata. Si preoccupino piuttosto di effettuare controlli anzichè azzerare il mio lavoro, quello della Lega e del centrodestra fatto in cinque anni ad Arezzo e preso da esempio in molti comuni italiani”. 

La senatrice Tiziana Nisini, da assessore aveva anche attivato il servizio “Fuori i furbi” per scovare gli abusivi attraverso segnalazioni anonime, via mail, dei cittadini dalle quali poter poi partire per avviare accertamenti in grado di verificare la regolarità e la sussistenza dei requisiti di chi aveva in assegnazione la casa popolare. Ed anche il suo occhio attento aveva permesso di notare una vettura di lusso nel parcheggio condominiale di un edificio di residenza pubblica per poi mettere in moto la macchina amministrativa che ha permesso di liberare la casa e riassegnarla a una famiglia aretina bisognosa. 

“Il lavoro degli uffici ci ha permesso” ricorda Nisini “di scovare i furbetti. Durante i vari controlli abbiamo trovato alloggi subaffittati a stranieri e altre situazioni anomale come quella di chi era tornato nel paese di origine e utilizzava la casa popolare aretina per fare le vacanze. Controlli incrociati delle utenze e le iscrizioni scolastiche dei figli sono stati alcuni degli strumenti di controllo che abbiamo fatto a tappeto e non come indicato dalla legge regionale a campione”.