Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, due anni dopo l'alluvione undici milioni inutilizzati per i lavori e il rischio di perderli. Sacchetti: "La Regione si muova"

Luca Serafini
  • a
  • a
  • a

“Quasi undici milioni di euro sono disponibili per Arezzo per opere urgenti contro il rischio alluvioni ma a distanza di due anni dai drammatici fatti del luglio 2019 nessuno dei nove progetti esecutivi è stato approvato dalla Regione”. La denuncia è di Marco Sacchetti, assessore della giunta Ghinelli, il tono è quello di un vero allarme e l’attacco è diretto senza mezzi termini alla Regione Toscana.

 

“Il rischio è di perdere i finanziamenti statali concessi ad Arezzo mentre rimaniamo esposti ai pericoli che le violente precipitazioni possono provocare come in quel drammatico luglio”. Danni enormi in centro e nelle frazioni, anche una vittima: un uomo portato via dalla furia dell’acqua. Sui fatti dell’estate di due anni fa ci sarebbe anche un’inchiesta della procura per accertare eventuali profili di responsabilità nei livelli tecnici di competenza preposti al controllo e alla difesa del territorio così vulnerabile. Un suolo, quello attorno ad Arezzo, che puntualmente va in affanno quando deve ricevere e far defluire quantitativi di acqua straordinari con accumulo di detriti.
“Sono molto preoccupato” dice l’assessore Sacchetti “perché la struttura regionale sta dimostrando di non essere in grado di gestire la messa in sicurezza del territorio nei tempi e nei modi necessari”. Secondo Sacchetti il problema sta nel “centralismo” e nella “burocrazia” che contraddistinguono l’istituzione regionale che ha accentrato a sé tutti i ruoli in materia di difesa del suolo. Al ruolo legislativo, autorizzativo e valutativo si è aggiunto quello attuativo, da sempre piuttosto marginale per la Regione ma che nel nostro caso gestisce direttamente o avvalendosi del Consorzio di Bonifica sia per le fasi di progettazione che di realizzazione di ben otto interventi sui nove programmati. “Si sono volute svuotare di poteri e funzioni le Province, che nel caso aretino in passato ha operato egregiamente, anche perché c’era una maggiore conoscenza del territorio, ma l’appesantimento del lavoro convogliato sulla Regione produce ritardi e inefficienze”. Il risultato, da quello che risulta, è che interventi finanziati su Castro, Sellina, Valtina, Vingone - tutti corsi d’acqua aretini in attesa di adeguamenti – e sul reticolo minore di zone come Via Romana e La Sella, siano ancora ancora fermi al progetto di fattibilità.

 

“Gli unici progetti in fase avanzata” riprende Sacchetti “sono quelli che attuiamo direttamente noi come comune di Arezzo in quanto l’amministrazione Ghinelli ha voluto dare un forte impulso alla mitigazione del rischio idraulico. Uno è quello relativo al riassetto idraulico del reticolo minore della zona di Castelsecco e di Via Giotto, per circa due milioni di euro, e l’altro quello che sta attuando Nuove Acque Spa per nostro conto su Via Romana per circa due milioni e trecentomila”. Entrambi i progetti sono cofinanziati dal Comune ed abbiamo i progetti definitivi in mano in attesa delle valutazioni ambientali o dell’autorizzazione della Regione. 
La realizzazione di queste importanti opere è purtroppo frenata da una serie di passaggi tecnici e burocratici, comprese le procedure di valutazione di impatto ambientale, tutte gestite dalla Regione, che purtroppo privano Arezzo ed il suo territorio delle risposte necessarie per la messa in sicurezza dal rischio idraulico. “A mio avviso c’è un’impellente ed improcrastinabile urgenza di snellire le procedure valutative ambientali e di gestione delle terre e semplificare quelle autorizzative dei progetti; non è tollerabile un’attesa così lunga su interventi singolarmente piuttosto modesti: stiamo parlando di riassetti idraulici di torrenti e rii e di piccole casse di espansione non del fiume Arno o del Po'”. 

 

Alla vigilia di un’estate che, come sempre, può riservare le purtroppo tristemente note bombe d’acqua, arriva dunque il grido dell’assessore Sacchetti. Vedremo gli effetti. Intanto a livello di Genio Civile, difesa del suolo e protezione civile, si registra una staffetta al vertice: al posto dell’ingegnere Leandro Radicchi dal 21 maggio scorso si è insediato il nuovo responsabile, l’ingegnere Gennarino Constabile.