Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, vigile ferito da bottigliata: ci sono le foto dell'autore. Agenti chiedono taser e dicono no a vigilantes pagati dal Comune

Luca Serafini
  • a
  • a
  • a

Il volto di un vigile urbano ridotto a maschera di sangue, la bottiglia in frantumi, la fuga dell’aggressore per i vicoli. E poi sirene, lampeggianti, tensione in piazza della Badia. Il sabato aretino non si smentisce: ancora violenza. Potrebbe essere questione di ore l’individuazione del ventenne che ha ferito l’agente impegnato nei controlli nella zona della movida sull’asse di via Cavour, dove il divertimento sconfina spesso in ubriachezza, schiamazzi, mancato rispetto delle norme contro il contagio Covid.

 

Alla richiesta dei documenti è scappato su per via del Saracino e, inseguito, ha colpito il vigile alla fronte e al naso (dieci giorni di prognosi). Poi è sparito ma è stato visto e ripreso dalle telecamere. Erano le 23, orario d’inizio del coprifuoco (oggi dalle 24) quando la situazione è precipitata. La pattuglia controllava locali e avventori, come richiede la legge e il buonsenso. Vietate le bottiglie di vetro, vietati gli assembramenti, men che meno gli atti sconsiderati. “Guardavo la tv in casa ho sentito il trambusto, mi sono affacciata e ho visto quelle scene”, dice Giovanna Carlettini, assessore, cui si devono le foto successive al fatto, scattate dalla finestra.

“Ho visto il nostro agente tutto insanguinato e voglio esprimere vicinanza a lui e a tutto il Corpo della Municipale”, dice Carlettini e come lei in tanti, tutto il giorno, con post sui social. “Nei giorni feriali la situazione è tranquilla” aggiunge l’assessore ma il sabato sera ci sono questi giovanissimi che bevono, non so se le bottiglie le portano o le comprano, fatto sta che spesso la situazione degenera. Sono sia maschi che femmine. Servono controlli, certo, e una stretta collaborazione tra i nostri agenti e le altre forze. Ma il problema viene dalle famiglie, che non possono non accorgersi dei loro figli, e si dovrebbero preoccupare”. Ieri mattina tutti a guardare le tracce di sangue rimaste sul selciato. Sopralluogo del sindaco Ghinelli e della vice sindaco Lucia Tanti. Incontro a stretto giro col prefetto. Tema sicurezza di nuovo al centro, con una amministrazione che si trova a fronteggiare il fenomeno dei fuorilegge aretini, figli della città, oltre a quello degli stranieri che spacciano, fanno risse e occupano immobili.

 

La Municipale del comandante Aldo Poponcini è sul pezzo. La risposta all’affronto ci sarà. Intanto dal sindacato autonomo della polizia locale, il Sulpl, arrivano richieste concrete per accelerare sulle dotazioni per gli agenti. Nel 2021 ancora siamo a parlare di test, prove, disciplinari, che giustamente ci devono essere, ma chi di lavoro deve controllare e reprimere deve avere gli strumenti. Quali? Il taser e la bodycam che tradotto in italiano sono una pistola che dissuade e una telecamera che filma gli esagitati. L’agente ferito non aveva né l’una né l’altra. “Nulla si muove sul piano normativo, anni di battaglie per avere le stesse tutele ed equiparazione alle altre forze di polizia, promesse da tutte le parti politiche ma ancora siamo qui a parlarne, dopo l'ennesima aggressione”, dice il segretario provinciale Davide Frondaroli.

“Auspichiamo, come già avviene in altre realtà, di vedere presto in campo un Nucleo Antidegrado con personale specializzato, formato ed equipaggiato con bodycam e taser e veicoli idonei. Stiamo già sperimentando le bodycam e presto saranno a regime anche se servirà un implementazione. Il taser, inserito nella nostra dotazione, era stato bloccato a livello ministeriale. Ora è partita la sperimentazione in alcune città, attendiamo che arrivi ad Arezzo”. Intanto aggressioni e feriti aumentano. “Gli agenti vanno messi in condizione di potersi difendere e lo spray urticante è risultato non sempre efficace”. Sui vigilantes a controllare la movida: “Se sono steward dei privati sì, ma se a pagare è il Comune, no”.