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Arezzo, caso Coingas: il procuratore Rossi chiede il processo per il sindaco Ghinelli e gli altri

Luca Serafini
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Nella vicenda Coingas è il giorno della requisitoria del procuratore Roberto Rossi. Alle 9.30 parola al pm che chiederà il rinvio a giudizio del sindaco Alessandro Ghinelli e degli altri imputati, dopo aver cementato le accuse con le dichiarazioni rese nella scorsa udienza da Sergio Staderini. L’ex amministratore di Coingas è stato prodigo di rivelazioni ed è poi è andato a descrivere il presunto “metodo Arezzo” su RaiTre. All’intervento di Rossi seguiranno quelli dei legali dei comuni soci di Coingas (avvocati Davide Scarabicchi, Riccardo La Ferla e Raffaello Giorgetti) che si ritengono danneggiati dalle “consulenze d’oro” per circa mezzo milione sulle quali verte l’ipotesi peculato. Malversazione di denari pubblici. Poi via alle arringhe difensive con l’avvocato Stefano Del Corto per il commercialista Marco Cocci (ma Staderini ha definito i suoi incarichi utili a Coingas e non “imposti” dall’esterno); l’avvocato Nino D’Avirro per Pier Ettore Rason, dello studio legale fiorentino che ricevette consulenze rilevanti, secondo l’accusa su un binario preferenziale; l’avvocato Paolo Romagnoli per Franco Scortecci, attuale amministratore di Coingas; l’avvocato Umberto Schiavotti per Mara Cacioli, la contabile chiamata a far “riquadrare” i conti di Coingas dopo le anomalie sulle maxi consulenze; l’avvocato Luca Berbeglia per l’assessore Alberto Merelli e l’avvocato Corrado Brilli per il legale del comune Stefano Pasquini. Parleranno invece il 15 giugno i difensori del sindaco (avvocati Luca Fanfani e Piero Melani Graverini) e l’avvocato Gaetano Viciconte per il presidente di Estra, Francesco Macrì, per il quale le parole di Staderini hanno fatto scattare l’accusa di peculato oltre all’abuso d’ufficio sulla sua nomina in Estra. Sempre il 15 le difese degli imputati del filone Multiservizi (ipotesi corruzione): Luca Amendola con l’avvocato Marco Manneschi, Roberto Bardelli (avvocato Roberto Alboni) e Lorenzo Roggi (avvocato Alessandra Cacioli). Il 22 gli abbreviati di Staderini (difeso dall’avvocato Francesco Molino) e Bigiarini, avvocato dello studio Rason. Il 6 luglio sentenze e decisione su sindaco e gli altri. Andare a processo è una grana ma non significa essere colpevoli e tutti si ritengono nel giusto.

STADERINI IN TV: IL MODELLO AREZZO

Un giorno parleranno anche gli altri protagonisti, ora in silenzio, intanto è l’ex amministratore di Coingas, Sergio Staderini, imputato e accusatore, che dice la sua verità. Al giornalista Valter Rizzo di RaiTre ha esposto il “metodo Arezzo”. Chiamando in causa sindaco Ghinelli, assessore Merelli e presidente di Estra, Macrì. Definendosi “collaboratore di giustizia”, Staderini - l’uomo che registrava tutto di nascosto - nell’intervista spiega di essersi messo “di traverso” quando “ad un certo punto le strategie non me le facevano controllare”. Come in aula e nei verbali, Staderini spiega le consulenze allo studio legale Olivetti Rason, propiziate, dice, da Macrì. Rason gli aveva risolto un problema sul lavoro e Staderini, affascinato, seguì l’input. Poi diventò ingombrante. Ma cosa legava Macrì a Olivetti Rason? “Amicizia e interesse”. E Ghinelli perché si sarebbe adoperato per rimuovere il no dai sindaci di Coingas sulle consulenze? Staderini risponde alla Rai che il sindaco “era interessato a fare il governatore della Toscana” e gli servivano sponde giuste, buona stampa. Il sindaco in Consiglio comunale, ha invece affermato che suo unico interesse era che Coingas non si bloccasse per la mancata approvazione del bilancio: sarebbe stato un danno alla città perché la spa veicola i dividendi di Estra. Staderini parla poi della cimice nell’ufficio, parla di Scopelliti che entrava negli affari di Coingas, di servizi segreti. Francesco Romizi, capogruppo di Arezzo 2020, alla luce delle esternazioni chiede trasparenza. “La giustizia fa il suo corso. La politica il proprio. La prima lavora giustamente in silenzio, la seconda doverosamente deve dare risposte. Adesso alcune arrivano: e non da un personaggio qualsiasi. E dinanzi a quanto detto dall’ex presidente Coingas, sale anche una preoccupazione: che tutto resti sotto traccia senza un lampo d’indignazione”.