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Arezzo-Anghiari: 40 chilometri per la vecchia ferrovia che diventerà "Il Sentiero di Piero"

Francesca Muzzi
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Il percorso della vecchia ferrovia, quella che collegava Arezzo a Fossato di Vico, affascina sempre. Sarà perchè ancora gran parte delle gallerie sono in ottimo stato, sarà perchè stazioni e caselli sono stati conservati e tuttoggi abitati e sarà perchè tra poco quello stesso percorso diventerà una ciclopedonale che collegherà Arezzo a Sansepolcro. Lo ha spiegato bene Paolo Chiasserini, ex ferroviere tra i promotori del progetto che domenica scorsa, per 40 chilometri ha illustrato la storia del vecchio trenino e parlato di ciò che diventerà. Certo che se pensiamo che per costruire la ferrovia Arezzo-Fossato di Vico ci sono voluti appena quattro anni e mezzo (1882-1886) per 133 chilometri, 23 gallerie di cui 21 tra Arezzo e Anghiari e due tra Umbertide e Gubbio, i lavori per la ciclopedonale sono ancora indietro.

“I finanziamenti ci sono, ma ancora non bastano”, dice il sindaco di Monterchi Alfredo Romanelli che ha accolto il gruppo di camminatori del Dopo Lavoro Ferroviario alla stazione delle Ville Monterchi. E se i finanziamenti arriveranno con il Recovery Plan, anche il lavoro che dovrà essere fatto richiede un tempo ragionevolmente lungo. Quello che si chiamerà il sentiero di Piero della Francesca, corre infatti, su alcuni punti che oggi sono proprietà private, lo sono anche alcune gallerie che i proprietari hanno addirittura chiuso con i cancelli, oppure sono coperti da sterpaglie, oppure ancora la strada vecchia, ma in uso parallela alla Due Mari, venne costruita proprio sulle tracce della vecchia ferrovia.

Lavori che comunque non spaventano i comuni tiberini di Monterchi, Anghiari e Sansepolcro. Anche perchè non tutto è da rifare. Per esempio il percorso che porta dal casello del Sasso alla stazione di Anghiari è praticamente intatto e ancora si può camminare per chilometri e chilometri su quello che era il sedime dove poggiavano i binari. Bellissime le gallerie, ripulite grazie al lavoro quasi quotidiano di volontari. Peccato che alcune non sono più percorribili, a causa di cedimenti e crolli. Visibili i vecchi caselli - fermate a richiesta - e le stazioni alcune rimesse a nuovo, ma che hanno sempre conservato l’aspetto originario.

Quella di Anghiari, diventerà oltre che ristoro per i viandanti, anche una sorta di parcheggio e di assistenza per i bikers. Lo ha spiegato il sindaco Alessandro Polcri che domenica insieme al presidente della Pro Loco Piero Calli, all’ex ferroviere Mario Del Pia e ad Elisabetta Borghesi hanno accolto i camminatori con stornelli e un rinfresco succulento. Lo scorso 21 aprile c’è stato un nuovo sopralluogo che ha visto coinvolti i tecnici del Comune di Arezzo, la Regione Toscana e la Fiab. Presenti Fabrizio Montaini della Fiab e Paolo Chiasserini. Il completamento porterà tanto turismo sia di camminatori che di ciclisti e ciò significa dare lavoro alle strutture alberghiere e ristoranti di tutto l’aretino. Il lavoro non è facile, ma l’entusiasmo non manca. 
Perché nonostante che nel 1944 i tedeschi fecero saltare tutta la ferrovia, il fascino del trenino è sempre vivo. Tanto che dentro le gallerie, sul sedime polveroso ancora sembra di sentire il rumore della vecchia locomotiva.