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Arezzo, discoteche verso la ripartenza a luglio e Lanini (Silb) fa il punto. Ghezzi: al Dolceverde tamponi con la Croce Rossa prima di entrare

Sara Polvani
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C’è attesa da parte del pubblico della notte e dei gestori dei locali per la riapertura delle discoteche e delle sale da ballo. “La previsione della riapertura è il primo luglio”, spiega il presidente Silb (sindacato italiano locali da ballo) Confcommercio Arezzo, Stefano Lanini, e titolare del River Piper di Castel San Niccolò, “ma ancora bisogna attendere la prossima settimana per la data certa e il protocollo da seguire; sono state tracciate delle linee guida da confermare. Il ministero della Salute deve dare la risposta entro venerdì 18 giugno. Per ora la riapertura riguarda i locali all’aperto ed estivi. Per i locali al chiuso ne riparleremo più avanti con ipotetica data del 1 ottobre. I locali iscritti al Silb sono venti, in tutto in provincia sono una trentina”.
“Noi come categoria è da tanto che abbiamo approntato un protocollo di sicurezza per ripartire”, commenta Tito Ghezzi, storico gestore di locali da ballo e titolare della discoteca Dolceverde di Castiglion Fibocchi, membro del Silb e già presidente provinciale, “io addirittura l’ho personalizzato con la Croce Rossa di Arezzo che si rende disponibile nelle 24 ore precedenti ad effettuare i tamponi rapidi a chi partecipa. In più chi ha già avuto il Covid e ha fatto le due dosi di vaccino può accedere alla discoteca. Ci attrezzeremo inoltre per fare alcuni tamponi all’ingresso del locale tramite la Croce Rossa. L’obiettivo è di fare entrare i ragazzi in piena sicurezza. Il Dolceverde, che è il locale estivo, ha una capienza di 2 mila persone, la riduciamo al 50 per cento, quindi a mille. Alle persone che accedono viene venduto un biglietto nominativo, quindi tracciabile. Aspettiamo il via libera, l’ok del Comitato tecnico scientifico. Noi siamo pronti e nell’attesa si ribadisce il nostro protocollo”.
“Riteniamo che con questo protocollo la situazione sia monitorabile più che in altri luoghi”, prosegue Ghezzi, “Si entra con una sorta di green pass. In discoteca parlando di giovani è difficile che abbiano fatto la doppia dose di vaccino, il tampone rapido sarà il cavallo di battaglia per monitorare la situazione. Li faremo entrare solo in possesso del tampone negativo, o nel caso di due dosi di vaccino o se hanno avuto il Covid. La mascherina si può togliere solo nel momento in cui si accede agli spazi bar e rimane obbligatoria all’interno del locale. Noi siamo pronti, visto che siamo chiusi da un anno, è tanto che studiamo queste soluzioni. Con il presidente della Croce Rossa Luca Gradassi abbiamo approntato questo piano, ci ha dato la disponibilità e la capacità di testare 300 persone al giorno, 600 nell’arco di due giorni, più alcune persone all’ingresso del locale. Per me ha un costo fare i tamponi, ma per aprire in sicurezza noi investiamo”.
“Noi discotecari”, conclude Tito Ghezzi, “si ritiene che in un ambiente come la discoteca i ragazzi si ritrovino in uno spazio sicuro e controllato. È molto più sicuro per le famiglie mandarli in discoteca che da altre parti. Almeno in discoteca c’è un filtro, devi essere Covid free per entrare, altrimenti non entri. Al giro nelle piazze della movida questo controllo non può essere effettuato ma nelle discoteche sì”.