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Arezzo, che sia una buona movida: controlli serrati nelle piazze e steward nei locali. La Municipale: "In caso di eccessi si chiude"

Luca Serafini
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Tutti insieme contro la movida violenta. Scatta un nuovo fine settimana nelle piazze dei tavolini, dei drink e dei taglieri, e le maglie si stringono per prevenire, isolare, contrastare. Sono ancora vive le immagini di sabato scorso, il vigile urbano col volto insanguinato dai colpi di bottiglia sferrati da un giovanotto andato di fuori e spalleggiato dall’amico: ultimo episodio di una catena inquietante. Ora c’è voglia di girare pagina. Gli operatori dei locali vogliono poter lavorare e recuperare il tempo perduto, i giovani vogliono aggregarsi e divertirsi: lo sforzo comune è di tirare fuori un mix di civiltà e buonsenso. Saranno i carabinieri questa sera a sorvegliare le piazze (Badia, San Francesco, Sant’Agostino, Piazza Grande e Guido Monaco) con servizi mirati. Domani in campo Polizia Municipale, ma anche Polizia e Guardia di Finanza. Dalla prossima settimana servizi interforze che nel gergo delle divise significa: Questura che coordina e personale di tutte le forze dell’ordine impegnato. Il principio è quello di non militarizzare le serate degli aretini ma di essere presenti per dissuadere, indurre al rispetto delle regole i recalcitranti, intervenire al volo in caso di necessità. Nei ranghi della Municipale non ci sarà l’agente che ha riportato i tagli alla fronte e al naso (dieci giorni di prognosi) e non ci saranno le tanto invocate “bodycam”, telecamere fisse, per filmare le situazioni calde: fase sperimentale, utilizzo ancora da autorizzare. Di là da venire pure l’era dei taser, le pistole dissuasive. Oggetti e dispositivi di cui si vorrebbe fare volentieri a meno se non fosse per il ripetersi di risse, scaramucce, vigliaccate di giovanotti con il gomito troppo alzato e di stranieri strafottenti. Il comandante della Municipale, Aldo Poponcini, alla vigilia del week end ha incontrato i titolari delle attività di piazza della Badia: un colloquio franco e produttivo promosso da Confcommercio incentrato su prevenzione e collaborazione. “E’ necessario che tutti rispettino le regole: ci sono chiare leggi che vietano la somministrazione delle bevande alcoliche ai minori di 18 anni e a persone in stato di manifesta ubriachezza” ricorda severo Poponcini. “Senza dimenticare che la somministrazione può avvenire solo al tavolo e negli spazi dati in concessione”. Il Comandante avverte: “Se non si dovesse ristabilire l’ordine, le norme vigenti dello stato di emergenza prevedono anche la chiusura di tutta l’area”. Avvertiti. Disponibilità da parte degli operatori a cooperare con le forze dell’ordine ricorrendo a steward e personale addetto: qualche locale avrà il vigilante già in questo week end. “Se ci sono operatori che non rispettano le regole devono essere puniti in maniera esemplare perché danneggiano la categoria” dice Catiuscia Fei, vice direttrice di Confcommercio Arezzo. “L’interesse degli imprenditori deve essere quello di animare la città, far venire gente di tutte le età nei pubblici esercizi dopo mesi difficilissimi. Le degenerazioni non fanno bene a nessuno. L’abuso di alcol da parte dei giovanissimi è un tema delicato e complesso. Nei prossimi giorni i nostri imprenditori predisporranno un piano di sicurezza da sottoporre al comandante”. Progetto steward, logistica e costi al vaglio. Intanto il comune con il vice sindaco Lucia Tanti e l’assessore Federico Scapecchi, schiera con l’Associazione D.O.G. le Unità di Strada in mezzo ai giovani. Stasera dopo il fischio finale di Italia - Turchia via alla movida. Quella buona.