Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, morte di Martina: ricorso in Cassazione presentato dai legali di Vanneschi

  • a
  • a
  • a

Il ricorso in Cassazione è stato depositato ieri, sabato mattina: oltre trecento pagine che contestano la sentenza di appello che ha condannato a tre anni Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni per tentato stupro di gruppo. Della tragedia di Martina Rossi, la studentessa ligure ventenne che la notte del 3 agosto 2011 perse la vita precipitando dal balcone al sesto piano dell’hotel Santa Ana di Palma di Maiorca, tornano ad occuparsi le aule di giustizia, in questo caso quelle della Suprema Corte. A presentare il ricorso sono stati gli avvocati Stefano e Carlo Buricchi, i difensori di Vanneschi. Non si conosce, al momento, la scelta adottata da Alessandro Albertoni, assistito in questi anni dall’avvocato Tiberio Baroni. 

 


Un ricorso, quello depositato ieri, che punta l’indice, tra l’altro, su alcuni passaggi di una sentenza, quella di appello, che viene giudicata “illogica e contraddittoria” in alcuni aspetti. Ci sarebbero dei “salti logici” in quel verdetto che ha portato alla condanna dei due aretini per tentato stupro di gruppo, mentre è stata prescritta la contestazione della morte in conseguenza di altro reato. 
“Attendo con ansia la Cassazione” aveva detto l’avvocato Stefano Buricchi dopo il verdetto, “che spero saprà dire parole di giustizia e verità annullando una motivazione densa di contraddizioni, errori e illogicità”. Una serie di punti che i difensori di Vanneschi hanno messo nero su bianco in quelle trecento pagine sulle quali si fonda il ricorso davanti alla Corte di Cassazione. Prematuro, al momento, ipotizzare dei tempi per la decisione. A ottobre cade la prescrizione. L’ultimo verdetto risale allo scorso 28 aprile, un processo bis di secondo grado che si era aperto dopo il rinvio disposto dalla Cassazione che aveva annullato la sentenza di assoluzione emessa in appello. Novantadue pagine di motivazioni hanno fissato la decisione della terza sezione di Firenze. Per i giudici Martina Rossi si difese e fu percossa, colpita al viso, prima di precipitare tentando di fuggire, di raggiungere il balcone accanto. La studentessa era in vacanza alle Baleari con le amiche. Avevano conosciuto un gruppo di aretini, del quale facevano parte Albertoni (oggi 28enne) e Vanneschi, 29 anni, entrambi di Castiglion Fibocchi.

 

 

La notte del 3 agosto 2011 Martina precipitò dal balcone della camera 609 che era occupata dai due giovani. Gli investigatori spagnoli archiviarono il caso come suicidio. Una ricostruzione che i genitori della giovane, Bruno e Franca, hanno sempre contestato, battendosi per arrivare alla riapertura delle indagini. Il fascicolo da Genova era stato trasferito ad Arezzo, nell’ufficio del procuratore Roberto Rossi che ha sostenuto l’accusa in quel primo processo che si era chiuso con la condanna a sei anni dei due aretini per tentato stupro e morte in conseguenza di un altro reato. La prescrizione di uno dei due reati aveva determinato la riduzione della pena a tre anni. Nel giugno 2020 la Corte d’Appello aveva assolto Albertoni e Vanneschi “perché il fatto non sussiste”. Poi la Cassazione e il processo bis di secondo grado. Ora il nuovo ricorso.