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Arezzo, la movida senza abusi è possibile e il patto al tavolo del comune con gli operatori è il modello da seguire

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Giovanna Belardi
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Comune, associazioni di categoria e quindi gestori di locali fanno fronte comune contro la movida selvaggia. Per prevenire e isolare gli episodi ma anche coloro che si rendono, su qualsiasi fronte, responsabili del mancato rispetto delle regole e della legge. Il confronto sulla bozza di un documento che coinvolge diversi protagonisti c’è stato ieri mattina, all’indomani di un fine settimana tranquillo rispetto al precedente, quando in centro si erano verificate aggressioni e comportamenti eccessivi da parte di giovani e giovanissimi. Presenti il Comune con Lucia Tanti e Simone Chierici. “Verrà sottoscritto a breve, probabilmente prima del 21, la data che aveva indicato il sindaco - spiega il vicesindaco Lucia Tanti -. Il punto di forza è dato dall’alleanza contro chi non rispetta le regole. Sappiamo bene che la maggior parte degli esercizi le rispetta, proprio per questo vogliamo che siano isolati quelli che con il loro comportamento, vendendo alcol ai ragazzini, danneggiano le persone e gli stessi esercizi commerciali. Un’alleanza questa per una buona movida, che non permette trasgressioni. Da parte di tutti c’è la volontà di aprire le porte a uno stare insieme disciplinato. Chi si trova invece a favorire situazioni diverse, come abbassare i prezzi degli shottini per incentivare le vendite - prosegue il vicesindaco - avrà tutta una serie di limiti”. Un’operazione culturale intesa come modo di cambiare l’approccio al problema facendosi trovare uniti sul doppio fronte: “Chi si approfitta di un ragazzino e gli serve da bere, deve sapere che ha contro l’intera città” conclude Tanti. All’incontro erano presenti rappresentanti di Confcommercio, Confesercenti, Cna e Confartigianato. “Come Confesercenti abbiamo sottolineato che sono pochissime le attività che somministrano in maniera irregolare - spiega Valeria Alvisi -. Per questo vogliamo che attraverso la firma di questo protocollo ci si assuma tutti l’impegno di favorire un consumo senza abusi, responsabile. L’ultimo fine settimana è stato tranquillo. A mio parere controlli e sanzioni non bastano, importante è vivere la città in maniera decorosa, mantenendo alto il livello di convivenza positiva tra tutti”. “La collaborazione tra la nostra associazione di categoria, gli imprenditori e la Polizia Locale ha dato i suoi frutti e il centro storico di Arezzo ha vissuto un fine settimana sereno, così come dovrebbe essere sempre. Segno che la strada imboccata è giusta - commenta Catiuscia Fei, Confcommercio -. Dobbiamo andare avanti su questa strada, a garanzia della tranquillità di chi vive in centro e di chi lo frequenta. Chiediamo che le aree pedonali istituite per i giorni di venerdì e sabato vadano di pari passo con il coprifuoco, perché ogni sfalsamento di orario crea confusione”. Intanto le consigliere comunali Pd Valentina Vaccari e Donella Mattesini puntano il dito contro il Comune: “Anche i ragazzi sono le vittime di un disinteresse diffuso. Noi consiglieri di minoranza riteniamo fondamentale interrogarci sulle cause che hanno portato Arezzo, anche prima della pandemia, ad essere in Italia tra le città con il più alto uso di alcool e stupefacenti, di dispersione scolastica e con un numero elevatissimo di giovani che non studiano e non lavorano. L’Amministrazione Tanti-Ghinelli ha depennato gli uffici cultura, trasformato la gestione pubblica di cultura e servizi in privata, eliminato i bandi pubblici, a cui chiunque poteva concorrere”.