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Arezzo, la difesa di Ghinelli su Coingas: "Archiviazione come per Fontana in Regione Lombardia". Gli avvocati: è politica, niente reati

Luca Serafini
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“La politica è sangue e merda”. La cruda frase di Rino Formica, figura di spicco del vecchio Psi, non è entrata nell’aula dell’udienza preliminare Coingas ma l’avvocato Luca Fanfani l’ha citata subito dopo, per rafforzare il concetto sviluppato in punta di diritto nell’arringa durante una mattinata iper tecnica riservata alle difese dei big imputati, il sindaco Alessandro Ghinelli e il presidente di Estra, Francesco Macrì. Udienza nella quale i legali hanno affermato tutti quanti che un conto è la politica, che piaccia o no, e un conto sono i reati penali. Picconate giuridiche, quindi, alle accuse mosse dal procuratore Roberto Rossi. Ed hanno chiesto, gli avvocati, il non luogo a procedere su tutti e tre gli scottanti filoni: le consulenze di Coingas affidate in modo arbitrario a certi professionisti, la nomina di Macrì in Estra aggirando certe restrizioni, la promessa di favori economici tra il consigliere comunale Bardelli e Luca Amendola che diventò presidente di Multiservizi. Ieri non era la sede né per analizzare nel dettaglio le intercettazioni, i fatti, le carte. Si discuteva se sono configurabili o meno i reati per mandare davanti al tribunale il sindaco della città di Arezzo e gli altri. A questo serve l’udienza preliminare ed il 6 luglio sarà il giudice Claudio Lara a sbrogliare la matassa. Sempre Fanfani ha invocato per Ghinelli l’archiviazione in linea con quanto avvenuto per il governatore della Lombardia, Fontana, sul filone nomina di Macrì in Estra. Anche fosse stata illegittima per la legge Severino, l’esponente di Fratelli d’Italia possedeva tutti i requisiti di idoneità per rivestire il ruolo. Quindi non c’è il requisito dell’ingiusto vantaggio che invece occorre per sostenere il reato di abuso. Su questo principio è basata l’archiviazione per Fontana che aveva nominato in violazione di legge in una commissione regionale, un suo collega di studio compensandolo della mancata elezione.
Su Estra e su Coingas, poi, incombe il dubbio posto dagli avvocati in radice, legato alla loro natura giuridica delle società: Coingas non è soggetto di diritto pubblico, ha ribadito Gaetano Viciconte, ed Estra non è una controllata del Comune di Arezzo. Quindi i reati contro la pubblica amministrazione non si possono ipotizzare. Al gup il compito di dirimere il nodo. Concetti giuridici densi sono contenuti anche nella memoria depositatata dall’avvocato Piero Melani Graverini, che insieme a Luca Fanfani assiste il sindaco il quale, da parte sua, ha sempre giurato di aver agito - magari con espressioni dirette e colorite - per l’interesse dell’amministrazione comunale e della politica. Che, si sa, vive anche di compromessi ed equilibri. Come ha sottolineato l’avvocato Roberto Alboni, difensore del consigliere Bardelli, quando ha invitato a distinguere tra un patto privato, extra consiglio comunale, tra Breda e Amendola, ed il mercimonio delle funzioni pubbliche che è altra cosa.
Ancora Luca Fanfani ha portato come argomenti al giudice una sentenza del tribunale di Napoli sul caso Berlusconi - De Gregorio: “nelle trattative interne alle coalizioni hanno sovente un gran peso le promesse e le rassicurazioni di futuri incarichi di governo a questo o a quell’esponente di un certo movimento...” La vera corruzione c’è quando corre denaro e questo condiziona, influisce e determina le scelte di quella che dovrebbe essere buona politica. Insomma manuale cencelli, pressioni, l’esigenza di tenere insieme alleati sono fisiologiche, la mala politica patologica un altro. Le penserà cosìil gup? Lo sapremo il 6 luglio, con la decisione sui rinvii a giudizio. Ghinelli in linea teorica rischia di incappare nella sospensione da sindaco con la condanna in primo grado per abuso d’ufficio e per favoreggiamento a due anni.