Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, da Quarata a Pratantico: "Il depuratore non ci fa respirare. Costretti a chiudere le finestre"

Francesca Muzzi
  • a
  • a
  • a

Arriva puntuale come ogni anno: la puzza dal depuratore del Casolino, gestito da Nuove Acque. I residenti sono di nuovo sul piede di guerra, come succede ormai da più di dieci anni. Comitati, raccolta firme, incontri in Comune - l’ultimo pochi giorni fa - ma il risultato non cambia. “Dalle 19 dobbiamo chiudere le finestre”, dicono. Il cattivo odore lo sentono a Pratantico, San Leo, fino a Quarata: “A secondo di come soffia il vento. Un odore nauseabondo, di letame che ci costringe a restare chiusi in casa e soprattutto d’estate è davvero impossibile cenare con le finestre chiuse e dormire, soprattutto, con le finestre chiuse”. L’aspetto positivo - per così dire - è che l’odore non viene sentito tutti i giorni: “Alcuni è più forte, altri meno, altri ancora non si sente per niente. Ma è comunque difficile convivere con questo problema, anche perché alla fine non sappiamo se l’aria che respiriamo è buona, oppure ci fa male alla salute”. Per non parlare di alcune strutture ricettive che sono nei dintorni. Agriturismi e bed and breakfast hanno avuto qualche problema con i clienti per il forte odore che sentivano. In questi anni i residenti non sono rimasti con le mani in mano. Ultimamente sono tornati all’attacco e hanno chiesto al Comune di trovare una soluzione. “Ma ci hanno risposto che bisogna avere pazienza”, ribattono. “E’ solo che qua facciamo una vita che si basa su dove tira il vento anche per invitare amici e parenti a cena. Siamo limitati e la situazione è ormai così da più di dieci anni, possibile che non si trovi una soluzione?”. 
La Società Nuove Acque, gestore dell’impianto - alcuni anni fa - aveva individuato due soluzioni del problema, una a breve e una a lungo termine. In realtà la soluzione a breve, cioè quella di m e t t e re una specie di profumi n e l l ’ a r i a , nulla ha risolto e quella a lungo temine è tutt’altra cosa. Il potenziamento dell’impianto per portare la capacità di essiccazione fanghi da 1.560 tonnellate annue a ben 11.000, concentrando nel sito tutti i fanghi prodotti da altri 17 impianti della provincia. Ma per il momento gli abitanti del Casolino continuano a lottare con il puzzo che specialmente al mattino presto e alla sera avvolge le popolose frazioni di Quarata, San Leo e Pratantico. “Ci auguriamo che venga trovata una soluzione al più presto - proseguono ancora - perché sia per noi che abitiamo qui, ma anche per chi lavora e ha attività nella zona, la situazione sta diventando invivibile. E poi siamo davvero sicuri che l’area che respiriamo sia sana?”