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Arezzo, morte di Martina Rossi: la Cassazione non perde tempo e fissa l'udienza per il 22 luglio

Marco Antonucci
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I giudici della quarta sezione della Corte di Cassazione si riuniranno giovedì 22 luglio per esaminare e decidere del ricorso presentato dai legali di Luca Vanneschi, il 29enne condannato a tre anni con l’amico Alessandro Albertoni, 28 anni - entrambi di Castiglion Fibocchi - per il tentato stupro di Martina Rossi, la studentessa ligure che morì nella notte del 3 agosto 2011 dopo essere precipitata dal balcone di una camera al sesto piano dell’hotel di Palma di Maiorca dove i due giovani alloggiavano. 

Le oltre trecento pagine del ricorso contro la sentenza di appello sono state depositate una settimana fa dagli avvocati Stefano e Carlo Buricchi, i difensori di Vanneschi. Una decisione, quella del processo bis, definita “illogica e contraddittoria” in alcuni dei suoi aspetti. Ci sarebbero dei “salti logici” in quel verdetto che ha portato, nel processo celebrato a fine aprile di quest’anno, alla condanna dei due giovani per tentato stupro di gruppo, mentre era stata prescritta la contestazione della morte in conseguenza di altro reato che aveva portato a ridurre di tre anni la pena di sei anni disposta al termine del giudizio di primo grado del 14 dicembre 2018. Si torna dunque in aula, quella della Suprema Corte che già a gennaio aveva esaminato il caso, annullando la sentenza di assoluzione - decisione “perché il fatto non sussiste” - e fissando un nuovo processo d’appello che è stato celebrato ad aprile. 
Resta ancora l’interrogativo se un ricorso in Cassazione contro quel verdetto sia stato presentato anche da Alessandro Albertoni, assistito dall’avvocato Tiberio Baroni.

Al momento l’unica certezza è quella che riguarda quello depositato dei legali di Vanneschi. Un fascicolo, quello processuale, che vede avvicinarsi la prescrizione, il cui termine è previsto nel prossimo mese di ottobre. I giudici di appello di Firenze hanno ricostruito in 92 pagine le motivazioni della loro sentenza. “Martina fu aggredita da entrambi gli imputati e la ragazza reagì con forza ingaggiando una colluttazione”. E ancora: “Il quadro lesivo all’occhio sinistro, alle labbra e alla spalla sinistra (..) è sicuramente compatibile con una colluttazione”. Martina in quell’estate del 2011 era in vacanza con le amiche alle Baleari. Il gruppo della studentessa ligure ventenne aveva conosciuto quello del quale facevano parte anche Albertoni e Vanneschi.

La notte del 3 agosto Martina precipitò dal balcone della camera 609 dell’hotel Santa Ana di Palma di Maiorca, la stanza occupata dai due giovani di Castiglion Fibocchi. Gli inquirenti spagnoli archiviarono il caso come suicidio. Una ricostruzione che il babbo e la mamma di Martina, Bruno e Franca, hanno fin da subito contestato, chiedendo di riaprire l’indagine. Il primo fascicolo a Genova, poi ad Arezzo dove delle indagini si è occupato il procuratore capo Roberto Rossi. Il primo processo, l’appello, la Cassazione e il processo bis di secondo grado. Ora di nuovo la Suprema Corte per l’udienza fissata per il prossimo 22 luglio